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Dottore non troppo sottile
Un Amato irriconoscibile se la prende con i siciliani e con i parroci

Il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, noto per la sottigliezza del suo ingegno, pare abbia deciso di smentire nel modo più radicale questa convinzione che circola su di lui. Parlando di islam e immigrazione ha inanellato una serie dei peggiori luoghi comuni, incastonandoli in un “ragionamento” che, se aveva un filo conduttore, intendeva negare ogni valore alla civiltà occidentale, denigrandone peraltro le radici cristiane.
Non si tratta soltanto di cattivo gusto o di una beceraggine inaspettata. Se Giuliano Amato è davvero convinto che nelle parrocchie italiane si sviluppi una campagna volta a respingere gli immigrati, vuol dire che vive in un altro mondo. La sua pretesa che per insegnare l’amore per il prossimo i sacerdoti hanno bisogno della sua pomposa carta dei valori è tanto ridicola da risultare sospetta. Forse Amato crede che per suscitare simpatie negli ambienti islamici sia utile insultare gli italiani, nel caso specifico i siciliani, e soprattutto presentare i cattolici come sostenitori dell’esclusione e della discriminazione. Tutti sanno che è vero esattamente il contrario: che le organizzazioni cristiane sul territorio sono state e sono le principali sedi di accoglienza per gli immigrati, che è la cultura cristiana che ha consentito di affrontare civilmente la mutazione di costume profondissima legata alla liberazione femminile, mentre quella islamica non appare in grado di superare gli aspetti oppressivi della tradizione patriarcale. Il professor Amato lo sa benissimo, ma ha deciso, speriamo solo per un giorno, di fare il muezzin.
(12/07/2007)
Applicare la legge o dettar legge
La magistratura in sciopero contro un ddl di fatto esautora il Parlamento

Mentre il Parlamento discute una riforma dell’ordinamento giudiziario che in realtà è una controriforma, visto che abolisce i timidi tentativi di Roberto Castelli di introdurre qualche elemento di separazione tra le carriere dei giudici inquirenti e di quelli giudicanti, la magistratura associata indice uno sciopero di protesta. Non le basta, evidentemente, la palese sottomissione ai suoi voleri della maggioranza, peraltro confermatasi millimetrica e salvata solo dall’apporto di Giulio Andreotti. La magistratura associata vuole stravincere, affermare il proprio diritto a dettar legge, e questo rappresenta, oltre che una prepotenza, un pericolo per l’equilibrio dei poteri e quindi per le istituzioni democratiche. La magistratura, che è un organo dello stato dotato di straordinari poteri di autotutela, ha il compito di far “applicare” la legge, e per farlo ha il potere di limitare la libertà dei cittadini. A questo compito ha aggiunto un’estensione discutibile, quella di “interpretare” la legge, il che, in alcuni casi e in alcune sentenze è diventato un modo per manometterla, in dispregio della volontà del legislatore, che è il Parlamento, detentore della rappresentanza nazionale. Se riesce a impadronirsi di fatto anche del diritto di “dettare” la legge, come pare accada sulla questione dell’ordinamento giudiziario, accumulerà una tale concentrazione di potere senza controllo democratico, cioè elettivo, da rappresentare una forzatura dell’equilibrio dei poteri alla quale un Parlamento degno di questo nome dovrebbe ribellarsi.
(12/07/2007)
Euro formato superdollaro
L’economia europea non può permettersi una moneta fortissima, gli Usa sì

L’euro a 1,37 con il dollaro è un super euro. Quando il dollaro raggiunse l’uno a uno con l’euro, sconvolgendo la quotazione di partenza collocata tra 1,10 e 1,20 euro per dollaro, si parlò a ragione di superdollaro, assunto a simbolo della forza economica degli Usa e del successo della politica fiscale di Bush, che aveva generato la crescita del pil americano a ritmi del tre per cento annuo, mentre noi in Europa, pur con l’euro basso, facevamo fatica a crescere. Di certo, l’euro alto dimostra che l’economia europea si è risvegliata. Le esportazioni tirano nonostante l’euro e la crescita europea attira capitali dall’estero rafforzando la moneta. Ma l’analogia finisce qui. Infatti il modello economico americano è diverso da quello europeo. Cresce meglio e ha più occupazione. Inoltre, l’economia europea non può rischiare la deindustrializzazione nei settori economici intermedi che ha luogo negli Usa, perché non può controbilanciarla con uno sviluppo delle alte tecnologie e dei servizi immateriali (brevetti, marchi, servizi finanziari e organizzativi) paragonabile al modello americano. E l’agricoltura europea di massa con l’euro alto non può esportare a differenza di quella Usa. La finanza americana, come quella inglese, è globalizzata, l’europea meno. D’altra parte gli Usa hanno una economia flessibile, può passare dal super dollaro al dollaro debole con rapidità. L’Europa ha una economia socialdemocratica o gaullista e banche di modello renano. Fin che rimane così non si può permettere un supereuro in formato superdollaro.
(12/07/2007)
Preti rapiti e soldati cristiani decollati
Forse i filippini decapitati non cercavano padre Bossi, ma c’entrano con lui

Sono quattordici i soldati filippini uccisi dai guerriglieri islamici di Abu Sayyaf. Dieci i decapitati. Speriamo che la Farnesina abbia ragione, che l’esecuzione non sia legata alle ricerche di padre Bossi. Purtroppo il decollamento dei dieci e il rapimento del prete sono intrecciati fra loro, nonostante l’irenismo assimilazionista tenti di occultare un legame inscritto nel nome Abu Sayyaf: “Spada di Allah”. I qaidisti non hanno ucciso solo dei soldati, ma dei “soldati cristiani”, come bollano l’esercito di Manila. Un legame inciso nella vera presenza di padre Bossi, testimone di Cristo in una terra di conquista del fondamentalismo islamico. E nel nome di Benjamin Inocencio, Francisco Lubuagan e Salvatore Carzedda, altri sacerdoti vittime dimenticate di questa guerra. Un anno fa ci fu il massacro di Jolo. Abu Sayyaf entrò in quel piccolo villaggio uccidendo sei cristiani, fra cui una bambina di nove mesi. Le teste furono consegnate all’esercito da alcuni civili costretti dai terroristi a fare da “postini”. Negando questo legame e derubricando l’aggressione islamista a guerra fra bande, ci illudiamo di avere a che fare con dei ricattatori e non con un’armata di rivoluzionari che vuole unificare quattrocentoventi milioni di musulmani (filippini e indonesiani), creando lo stato islamico più grande al mondo. Mentre nella giungla filippina si decollava, l’odio anticristiano costringeva l’ultimo sacerdote anglicano a lasciare la città di Baghdad. Il riscatto che i sequestratori vogliono farci pagare non è economico, è di civiltà.
(12/07/2007)

Guarda il video di La Ricerca is Burning: Sei un ricercatore precario? La tua grande preparazione è mortificata da una retribuzione non all'altezza (eufemismo)? Allora ti riconoscerai sicuramente nelle parole del testo di "La Ricerca is Burning", il brano che un certo Dj Up ha realizzato sull'ormai celeberrima base elettronica di Frangetta (Milano is burning) de Il Deboscio e di tutte le varianti che sono sorte in seguito.





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Tutti i team America's Cup, 11 contro Alinghi 
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Fabrizio Corona e tutti ciò che lo circonda ha oggettivamente stufato, a cominciare dalla recente squallida vicenda riguardante il video filmato di nascosto il giorno dell'udienza di separazione da Nina Moric. Brano hip-hop dedicatogli dal fino ad oggi sconosciuto rapper Kalief dall'emblematico titolo "Corona non perdona" (nota anche come "Ostaggio dello Stato". 


Stoccarda, suonano 1800 chitarre 
Un record da Guinness dei primati: tutti insieme suonano «Smoke on the water» dei Deep Purple 

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Video sexi con immagini esplicite. Vietato ai minori di 18 anni


Se loro per caso vendesi, noi comprasi.
Ma vendesi? No. Affittasi? Espropriasi?


QUEI RIMBORSI SPESE DEL COMPAGNO NAPOLITANO
Il settimanale tedesco Bild polemizza per le scene di sesso esplicito trasmesse via satellite dal Grande Fratello versione tedesca.  
Orge, scene in bagno e nei letti, baci lesbici.

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