MILANO – Era la notte del 2 marzo del
2006 quando Tommaso Onofri, 18 mesi, viene rapito da due
persone dalla casa di Casalbaroncolo, nella campagna di
Parma, di fronte ai genitori e al fratellino che vengono
legati: il piccolo viene strappato dal seggiolone e,
nonostante vengano quasi subito avvertite le forze
dell'ordine, di lui si perde ogni traccia. Tommy è malato
di epilessia e ha bisogno di un farmaco, il Tegretol.
Vengono lanciati appelli ai rapitori per la
somministrazione del farmaco. Si parla quasi subito di
sequestro anomalo.
I
fermati per il sequestro
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7 MARZO - I magistrati che indagano sul
caso chiedono il silenzio stampa per tre giorni. In
procura a Parma vengono ascoltati due operai che hanno
lavorato alla ristrutturazione della casa degli Onofri
dove è avvenuto il rapimento ma le attenzioni degli
inquirenti sono sempre più concentrate sulla figura del
papà del bambino, Paolo Onofri, 46 anni, direttore di un
ufficio postale della zona.
9 MARZO - «Mi sento sotto accusa e non
so perchè» confida in un'intervista Paolo Onofri, allo
stesso tempo accusato e vittima.
Nella
cantina degli Onofri
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10 MARZO - Paolo Onofri viene indagato
per detenzione di materiale pedopornografico: centinaia di
file trovati dagli inquirenti sono custoditi nel computer
del papà di Tommy nella cantina di Via Jacchia.
26 MARZO - Compare una scritta sulla
strada lasciata da mani ignote sulla strada a circa 200
metri dalla casa di Casalbaroncolo, forse un avvertimento:
«Ne hai abbastanza?».
28 MARZO - Si registra un'accelerazione
nelle indagini che si concentrano su un gruppo di almeno
cinque persone, tra cui una o forse due donne, seguite a
vista dai carabinieri. Tra gli indagati, con l'accusa di
concorso nel sequestro a scopo di estorsione, finisce il
muratore siciliano Mario Alessi, 44 anni, che ha lavorato
alla ristrutturazione della casa degli Onofri. L'indizio
decisivo, nelle indagini, diventa un'impronta lasciata
sullo scotch da uno dei rapitori, che viene ricondotta a
un pregiudicato siciliano.
29 MARZO - L'attività investigativa si
concentra anche nell'agrigentino, nella zona di San Biagio
Platani (Agrigento) paese di origine di Mario Alessi. In
un paese poco distante abitano i familiari dell'ex moglie
di Paolo Onofri, papà di Tommy, Francesca Traina.
1 APRILE - Svolta nelle indagini e
tragico epilogo del rapimento. Tre persone vengono fermate
per il sequestro di Tommy: si tratta di Mario Alessi, di
Salvatore Raimondi e della moglie Antonella Conserva.
Carabinieri e polizia hanno setacciato nella notte i
casolari della bassa Parmense, Reggiana e Mantovana e
trovato tracce del passaggio del bambino. Una quarantina
di persone interrogate. Poi la confessione di Alessi:
Tommaso è stato ucciso con una pala. Era buio pesto
quando sono entrati in quel bosco. Tommaso piangeva e loro
gli hanno stretto le mani al collo. Cercavano di farlo
tacere. Il bambino era terrorizzato, continuava a urlare.
Allora l’hanno colpito. Una volta, due. Poi c’è stato
il silenzio. Sul corpo hanno buttato un po’ di terra. E
l’hanno abbandonato.
LA CONFESSIONE – Tommaso è stato
massacrato neanche mezz’ora dopo essere stato portato
via dalla sua casa.La sera del due marzo Mario Alessi è
arrivato con Salvatore Raimondi nella cascina di
Casalbaroncolo. Hanno preso il bambino e sono fuggiti in
motorino. Il bimbo in mezzo a loro sul sellino. Ma poi
hanno visto una macchina con il lampeggiante accesso. Sono
caduti. Hanno temuto di essere stati scoperti e si sono
nascosti tra gli alberi di Sant’Ilario. Lì, a pochi
metri dal fiume, hanno scatenato la loro furia bestiale.
Nei giorni precedenti Alessi era apparso più volte in
televisione per proclamarsi innocente e aveva addirittura
rivolto un appello ai rapitori perché liberassero
Tommaso. L’ennesima beffa. Mario Alessi era già stato
condannato per sequestro di persona. Oltre che per altri
reati, tra cui violenza sessuale. La sentenza di condanna
a sei anni di reclusione era stata emessa prima dal
Tribunale di Agrigento (nel 2000) e poi era stata
confermata dalla Corte di Appello (nel 2002). Nel 2000 una
ragazza minorenne fu sequestrata con il fidanzato a San
Biagio Platani, in provincia di Agrigento: il ragazzo fu
legato a un albero e la giovane violentata da Alessi.