Gli
uomini delle caverne scopavano «divertendosi» Nuovi studi
suggeriscono che i nostri antenati avevano più «fantasia» di quanto
finora ritenuto. Forse diffuso anche l'uso di «giocattoli» di
D.Bonetti
Frenesia:
in città si corre di più Le persone più veloci del 10% Una
ricerca della University of Hertfordshire rivela che dal '94 ad oggi
la velocità media delle persone è aumentata del 10% di F.Tortora La
classifica
Molto probabilmente nessun
genere musicale ha avuto un ruolo di grande importanza come è stato il blues
per la musica moderna. In poche parole si può infatti affermare che il
blues è fondamentalmente il capostipite di qualunque forma musicale
moderna, ed infatti, tracciandone una sorta di albero genealogico, lo
troviamo senza dubbio alla base.
Storicamente il blues nasce nella seconda metà del 1800, quando viene ad
essere musicata quella che per molto tempo è stata una parte solamente
cantata. Difatti la primaria forma del blues consisteva nei canti fatti
dagli schiavi neri nelle piantagioni dove erano costretti a lavorare per
il cosìdetto padrone bianco. Canti che il più delle volte erano legati
proprio alla loro purtroppo triste situazione sociale. Una delle
caratteristiche tematiche trattate nei testi erano (e in parte ancora lo
sono) argomenti a sfondo sessuale o inerenti alla diversità tra bianchi e
neri, anche se oggi chiaramente in misura minore. L'espansione del blues
da forma rurale, e quindi circoscritta a determinate zone, a quello che
poi sarà la diffusione a livello mondiale del genere (nei suoi molteplici
aspetti), porterà ovviamente dei cambiamenti nei contenuti dei testi, che
saranno, per così dire, più moderni e aggiornati agli argomenti attuali
del periodo in cui viene scritto un brano.
Fondamentale anche la divisione ritmica all'interno del blues, dovuta
soprattutto al tempo shuffle,
ottenuto suonando gli ottavi come se fossero terzinati. Vedremo più
avanti come utilizzare la ritmica shuffle.
Melodicamente questi canti potevano essere identificati in una scala
pentatonica africana e si sono poi evoluti quando questi vennero poi
elaborati, armonicamente e melodicamente, grazie all'impiego di strumenti
musicali, inizialmente chitarra, violino e armonica a bocca.
Successivamente la divulgazione completa del blues ha fatto in modo che in
pratica lo si potesse suonare con qualunque strumento.
Questa introduzione, doverosa data l'importanza dell'argomento, non vuole
essere comunque esaudiente. Rimandiamo, a chi ne fosse interessato,
l'approfondimento ai numerosi testi presenti sul mercato.
Inizialmente la struttura
tipica del blues si concentrava in una strofa, seguita da una pausa (o da
uno strumentale) che veniva ripetuta due volte fino alla risoluzione
finale. Nel corso degli anni si è andati ad una forma di
standarlizzazione che culminano nelle classiche 12 battute. Uno standard
blues viene definito in pratica blues a dodici battute, con le sue
dovute variazioni (nel jazz, ad esempio, è tipicamente di 32 battute),
come vedremo tra breve. Le dodici battute compongono un chorus (o giro
armonico): una song blues è composta da una serie di chorus
che vengono ripetuti uno dopo l'altro. Alcuni sono dedicati al cantato,
detto anche tema, nel caso questo sia strumentale, altri sono
dedicati all'improvvisazione, e cioè ai soli di uno o più strumenti.
In questa sezione analizzeremo l'armonia tipica del blues e molte varianti
alla struttura stessa, in modo da creare una base armonica sufficiente ad
analizzarne poi la costruzione melodica. Importante, ai fini
dell'apprendimento, avere ben presente alcune nozioni teoriche,
rilevanti soprattutto alla costruzione delle scale, degli accordi
e all'uso degli intervalli. Infatti, da questo punto in avanti,
viene dato per scontato l'uso di una determinata terminologia musicale,
sia sotto l'aspetto tecnico che teorico.
La tipica struttura a
dodici battute di un blues è caratterizzata soprattutto dalla posizione
degli accordi, che si possono raggruppare i tre gruppi:
accordi di Tonica, accordi costruiti sul I°
della tonalità;
accordi di Sottodominante, accordi costruiti sul IV°;
accordi di Dominante, accordi costruiti sul V°.
Avremo quindi una composizione strutturale dove gli accordi sono
posizionati secondo una precisa forma, come possiamo vedere nel riquadro
sottostante.
tonica
sottodominante
tonica
dominante
tonica
Adattando il tutto ad una
tonalità, per esempio quella di C maggiore, possiamo valutarne in modo più
preciso la relazione tra gli accordi. Avremo quindi questi tre accordi:
accordo di C, Tonica, costruito sul I°;
accordo di F, Sottodominante, costruito sul IV°;
accordo di G, Dominante, costruito sul V°.
Un particolare di enorme importanza è nella caratteristica armonica di un
accordo nel blues che, nella maggior parte dei casi, viene considerato
come accordo di settima. Che si trovi sul I°,
IV° o V°, l'accordo
viene sempre denominato come settima: C7, F7 e G7.
Tutto ciò ha un influenza fondamentale nell'approccio melodico e armonico
al blues. Analizzeremo meglio questo particolare quando tratteremo
l'improvvisazione nel blues. Non servirebbe dirlo, ma questo, ovviamente,
vale per tutte le tonalità.
Vediamo quindi come viene strutturato un blues in tonalità di C.
C7
F7
C7
G7
C7
La variazione più usuale,
che in fondo è maggiormente utilizzata anche della forma base, prevede
l'utilizzo dei gradi in un contesto armonico più ricco, mettendo, ad
esempio, la sottodominante nella seconda battuta e variandone il chorus in
altri punti, come potete vedere nello schema sottostante. Questa è la
struttura del blues a 12 battute più classica. E' anche opportuno
prendere confidenza con una determinata terminologia anglosassone, e per
questo motivo possiamo definire la struttura seguente con il nome twelve
bar blues.
C7
F7
C7
F7
C7
G7
F7
C7
G7
Potete ascoltare la base di
un chorus blues nei modi visti finora scaricando il primo
o il secondo esempio in formato midifile.
Sono innumerevoli le variazioni possibili all'interno di un chorus blues,
dipendenti anche in parte dal genere in cui si voglia utilizzarne, come
nel jazz o nel rock. Nella pagina seguente analizzeremo alcune tipiche
variazioni sul blues
TRE
RUNDINELLE
Bixio - Nisa
Tre rundinelle napulitane,
lássano 'o cielo azzurro 'e 'sta cittá...
Díceno: - E' vierno, jammo luntano,
ma 'a primmavera nosta è sempe ccá!... -
Io vaco a purtá 'o suono 'e na chitarra
a chi, partenno, se vasaje 'sta terra...
a chi fatica abbascio a na miniera...
e sonna sempe Napule, ogne sera... -
- Vola e va'...
vola e va'...
Pòrtale tutt''e suone...
cántale tutt''e suone 'e 'sta cittá... -
Dice 'a siconda: - Mme tremma 'o core,
pe' miglie e miglie, sola, aggi''a vulá...
Ma pe' 'sta vota, senza dulore,
io voglio lassá 'o mare 'e 'sta cittá... -
- Chi t'aspetta cumpagna mia? -
- Chi mm'aspetta? 'O vvuó' sapé?...
Io vaco a purtá 'e vierze 'e na canzone
a nu surdato ca vò' tantu bene...
vò' tantu bene e more 'e nustalgía
penzanno sempe a Napule e a Maria. -
- Vola e va'...
vola e va'...
Pòrtale tutt''e vierze...
pòrtale tutt''e vierze 'e 'sta cittá... -
Cu 'e scelle aperte, cu ll'uocchie 'e chianto,
'a terza rundinella se ne va...
Suspira Napule comm'a n'amante
dicenno: - Rundiné', nun mme lassá! -
- Turnarraje, cumpagna mia? -
- Turnarraggio?...Chi 'o ppò sapé?...
Io vaco a purtá 'o sole 'e Marechiare
addó' ce sta nu cielo scuro scuro...
Io vaco addó' nun cresce maje nu sciore...
io vaco a purtá 'o sole addó' se more... -
- Vola e va'...
vola e va'...
Pòrtale tutt''o sole...
pòrtale tutt''o sole 'e 'sta cittá... -
Tre rundinelle napulitane...
Tre rundinelle...nun só' turnate cchiù!