Gli
uomini delle caverne scopavano «divertendosi» Nuovi studi
suggeriscono che i nostri antenati avevano più «fantasia» di quanto
finora ritenuto. Forse diffuso anche l'uso di «giocattoli» di
D.Bonetti
Frenesia:
in città si corre di più Le persone più veloci del 10% Una
ricerca della University of Hertfordshire rivela che dal '94 ad oggi
la velocità media delle persone è aumentata del 10% di F.Tortora La
classifica
Midi Anni 50
Da
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Sarà fatto esplodere nella
cava Ongari-Cerutti
Domenica brillerà l'ordigno di
via Leoncavallo
Per compiere senza rischi le
operazioni di messa in sicurezza e di trasferimento
saranno fatte evacuare, dalle 8 alle 14, 5.500 persone
Sarà fatto brillare domenica 20 maggio l'ordigno bellico
di origine inglese e del peso di 500 chili trovato a fine
aprile in via Leoncavallo. Le operazioni saranno
coordinate della direzione specialistica della Protezione
Civile del Comune, mentre a far brillare l'ordigno presso
la cava Ongari-Cerutti saranno gli artificieri del genio
militare. Per compiere senza rischi le operazioni di messa
in sicurezza e di trasferimento della bomba da via
Leoncavallo alla cava saranno fatte evacuare, dalle 8 alle
14, 5.500 persone ( ■ Informazioni
utili). «È il sesto ordigno che facciamo brillare
negli ultimi 10 anni - ha spiegato il vicesindaco De
Corato -. Solitamente il raggio di evacuazione varia dai
300 ai 500 metri. In questo caso, grazie a un'operazione
di interramento dell'ordigno che ora si trova a sei metri
sotto il livello del manto stradale, è stato possibile
ridurre il raggio a soli 200 metri. Questo intervento ha
permesso di evacuare poco più di 5 mila persone anziché
20 mila».
EVACUAZIONE - Il Comune metterà a
disposizione degli sfollati alcune scuole comunali per
l'accoglienza temporanea. Per il trasporto dei cittadini
Atm organizzerà delle navette. Nelle operazioni saranno
impegnati circa 200 vigili, un'ottantina di uomini della
Protezione Civile oltre ai carabinieri e alla polizia. Le
vie e le piazze interessate sono: via Casoretto, numeri
civici dall'1 al 5; viale Conegliano, numeri civici dall'1
al 5 e dal 6 all'8; via dei Transiti, numeri civici dall'1
al 9; piazza Durante, numeri civici dal 16 al 36; via
Fanfulla da Lodi, numero civico 9; via Giacosa, numeri
civici dall'1 al 15 e dal 2 al 12; via Lambrate, numeri
civici dal 10 al 24 e dal 3 al 15; via Leoncavallo, numeri
civici dall'1 al 25 e dal 6 al 30; via Padova, numeri
civici dal 33 al 41, dal 45 al 63, dal 52 al 60 e dal 64
al 76; via Predabissi, numeri civici dall'1 al 3 e dal 2
al 6; via Spazio, numeri civici dal 6 al 18 e 11; via Fora
Pria, numeri civici dall'1 al 9 e dal 2 all'8. Per
informazioni sono a disposizione i centralini della
Protezione Civile (02.88465000-1-2-3; 346.0300399;
346.0300400) e della Polizia municipale (02.77271).
Si concluso il vertice
internazionale degli scienziati dell’Ipcc
Clima, accordo a Bangkok per
ridurre CO2
Fissato un limite di guardia
che non dovrà essere superato se non si vuole rischiare
la distruzione del pianeta
DAL
NOSTRO INVIATO BANGKOK
– Accordo raggiunto alle prime ore del mattino al
vertice sul clima che si è svolto nella sede delle
Nazioni Unite della capitale tailandese. I rappresentanti
di oltre duemila scienziati dell’Ipcc, il comitato
intergovernativo sui cambiamenti climatici, hanno
stabilito di fissare un limite di guardia, compreso fra
445 e 550 parti per milione di concentrazione dell’anididre
carbonica (CO2) in atmosfera, che non dovrà essere
superato se non si vuole rischiare la distruzione del
pianeta.
I
RISCHI - Attualmente la concentrazione di CO2 è di
circa 385 parti per milione. Ma, se non si adotteranno
severe misure di riduzione delle emissioni, il limite di
guardia potrebbe essere superato anche prima della seconda
metà del secolo. Il limite è stato fissato seguendo il
criterio che concentrazioni di CO2 più elevate di 550
parti per milione porterebbero a un aumento di temperature
medie del nostro pianeta di 2 gradi centigradi (oggi siamo
a +1) rispetto al secolo scorso: quanto basta per
sciogliere la calotta polare Nord e alterare i regimi
delle varie zone climatiche.
LA
CONTESTAZIONE DELLA CINA - Anche su questo
fondamentale punto del rapporto Ipcc la Cina ha dato
battaglia, tentando di proporre limiti di concentrazione
più elevati, e quindi meno vincolanti per i governi e per
le economie, ribadendo un atteggiamento di ostilità ai
vincoli richiesti dal Protocollo di Kyoto, ha riferito il
vice ministro dell’Ambiente tedesco Michael Muller. Ma
almeno su questo punto specifico la maggior parte degli
scienziati ha tenuto duro, non accettando ulteriori
"annacquamenti" del documento. Il rapporto Ipcc
di Bangkok, la cui versione definitiva sarà resa nota
nelle prossime ore nel corso di una conferenza stampa,
costituisce il terzo ed ultimo capitolo di un più vasto
documento le cui prime due parti sono state presentate a
Parigi e a Bruxelles nei mesi scorsi.