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Il luogo della carneficina (Afp)
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DUISBURG - Massacro nella notte a Duisburg. Sei
italiani sono stati uccisi con un colpo di pistola alla
testa nella città della Germania occidentale. Lo ha
annunciato la polizia tedesca. Quattro cadaveri sono stati
trovati in una Golf Volkswagen immatricolata a Pforzheim,
nell’ovest del Paese, altri due corpi in un furgoncino
Opel immatricolato a Duisburg. Uno dei sei è morto in
ambulanza durante il trasporto in ospedale. Secondo un
testimone oculare, due persone sarebbero fuggite dal luogo
della strage, avvenuta verso le 2 del mattino non lontano
dalla stazione centrale della città tedesca di fronte a
una pizzeria. I rilevamenti della polizia scientifica sono
in corso. Si cercano anche altri testimoni. Tra le vittime
anche un ragazzo di 16 anni.
FESTA
DI COMPLEANNO - I sei giovani giustiziati sarebbero
vittime della faida di San Luca (Reggio Calabria). Dai
primi accertamenti compiuti dalla questura di Reggio
Calabria, in collegamento con l'Interpool di Roma e la
polizia di Duisburg, i killer apparterrebbero alle
famiglie Pelle-Vottari e, mentre le vittime sono
componenti del clan Nirta-Strangio. Il commando sarebbe
partito dalla Calabria. Le sei vittime avevano appena
festeggiato il 18esimo compleanno di uno di loro, Tommaso
Venturi. Nella pizzeria «Da Bruno», di proprietà di
Giuseppe Strangio. Tra dieci giorni avrebbe compiuto 18
anni un'altra delle vittime, F.G. Gli altri uccisi sono:
Francesco e Marco Pergola, rispettivamente di 22 e 20
anni, Marco Marmo, di 25 anni, e Sebastiano Strangio, di
39 anni. Sono tutti nati a Locri, tranne Tommaso Venturi,
nato in Germania. Marco Marmo è un pregiudicato noto per
l'appartenenza alla cosca Strangio-Nirta. Oltre 70 i
bossoli rinvenuti sul luogo della mattanza. L’Interpol
di Roma è in contatto con la polizia tedesca, che indaga
sulla vicenda, e con gli investigatori della polizia di
Reggio Calabria.
«REGOLAMENTO
DI CONTI SENZA PRECEDENTI» - «Si tratta di un
regolamento di conti senza precedenti, anche perchè è
avvenuto in un paese straniero ed è la prima volta che
accade». Così il vicecapo vicario della polizia ed ex
prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena, commenta
l'uccisione di alcuni calabresi a Duisburg. «La presenza
calabrese in Germania - ha ricordato De Sena - è molto
forte ma finora aveva tenuto un profilo basso, cercando di
non attirare attenzioni. Ora - ha aggiunto - bisogna
capire cosa è successo».
INVESTIGATORI
ITALIANI IN GERMANIA - Gli investigatori italiani
raggiungeranno a breve Duisburg. «La macchina
investigativa è partita dalle prime ore della mattinata,
appena appreso l'evento delittuoso - ha detto il direttore
della Criminalpol, dottor Nicola Cavaliere - l'ufficiale
di collegamento italiano dell'Interpol a Wiesbaden si è
messo in collegamento con gli investigatori della squadra
mobile di Reggio Calabria, che già seguivano da tempo la
vicenda della nota faida».
AUTOPSIA
- Sarà effettuata mercoledì stesso l’autopsia sui
cadaveri dei sei italiani uccisi a Duisburg, nell’ovest
della Germania. Secondo fonti di stampa tedesca, sarebbero
già stati interrogati alcuni familiari delle vittime.
Reinhard Pape, portavoce della polizia di Duisburg, ha
dichiarato che ci sarebbero stati più sicari in azione.
«Deve esserci più di un colpevole. Ci sono stati molti
spari», ha detto Pape.