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Le cugine di Chiara Poggi
Gemelle K, sospetti e silenzi.
«Accanimento»
L'avvocato Cappa: «Questa
storia lascia una traccia irreparabile sulla pelle delle
mie ragazze»
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GARLASCO
(Pavia) — «Un incubo che finisce anche per la
mia famiglia? Non credo proprio. Le mie figlie non sono
mai state delle sospettate. I sospetti li hanno creati
solo i giornalisti. Fino adesso ho rispettato le vostre
scorribande, ora dovete essere voi a rispettare la nostra
volontà di non parlare». Ermanno Cappa, il papà delle
gemelle, Paola e Stefania, risponde al telefono lontano
dalla caserma di Vigevano, assediata ieri da telecamere e
fotografi. E parla (poco) lontano da Garlasco, dove l'eco
del fermo di Alberto Stasi ha portato i giornalisti dritti
in via Leonardo da Vinci. Davanti a casa sua.
Le
gemelle K clonate su internet
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Al citofono della famiglia Cappa, che non ha
mai smesso di suonare fino a tarda sera, non ha però
risposto nessuno. Né Stefania, che dietro le persiane
chiuse è rimasta tutto il pomeriggio a studiare legge per
un nuovo esame all'università, né Paola, che concede
invece una battuta solo per dire che non dirà nulla («Possiamo
darci pure del tu: chiedi quello che vuoi, tanto non
rilascio dichiarazioni... ») e nemmeno mamma Maria Rosa,
la zia materna di Chiara Poggi, che alle 6 di sera è
costretta a farsi portare la spesa da un'amica, per
evitare l'ennesimo assalto dei cronisti fuori dalla porta.
«Siamo in lutto, amareggiati, addolorati e ancora
sconvolti — si limita a dire la madre delle gemelle —.
Abbiamo saputo di Alberto, ma di dire qualcosa no… Non
me la sento». Lo stesso vale per papà Ermanno,
l'avvocato: «Per abitudine professionale— spiega —
non mi sono mai sognato di commentare un provvedimento
della magistratura emesso contro chicchessia. Figuriamoci
in questo caso».
Un commento, comunque, Ermanno se lo lascia
scappare. E riguarda tutto quello che è stato detto e
scritto nell'ultimo mese e mezzo sulle sue figlie. «C'è
stato un accanimento mediatico fuori luogo — attacca
—. Un'eccitazione giornalistica che ha lasciato una
traccia irreparabile sulle pelle delle mie ragazze ».
Eppure sembrava fossero state loro, Paola e Stefania, a
cercare quei riflettori che adesso rifuggono. Lo avevano
fatto il 14 agosto, a poco più di 24 ore dal delitto,
mentre, incaricate dai genitori di Chiara di dare ai
giornalisti quello che chiedevano (un'immagine della
vittima), si mettevano in posa davanti ai fotografi, con
offerte di lavoro estemporanee: «Sono apprendista
giornalista, se avete bisogno... » disse Paola, prima di
rivelare ad una telecamera di Studio Aperto di aver
tentato il suicidio di recente. E sempre loro, nel
pomeriggio dello stesso giorno, erano andate nello studio
della fotografa Laura Ripa, a Garlasco, per commissionare
il fotomontaggio che le ritraeva insieme alla cugina morta
ammazzata. Lo stesso che poi è stato appeso insieme ai
fiori (di plastica) sul cancello di villa Poggi, in
diretta tv. Poi erano seguite le interviste, i memoriali e
i passati provini di veline. Ora che tutta Garlasco parla
di loro, le «gemelle K» tacciono. I flash dei fotografi
sono costretti a riprendere solo due persiane chiuse.
Domani, si vedrà.
Erika Camasso
25 settembre 2007
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Kappa Twins Scarica i circa 300 fotomontaggi dele due S..di Garlasco

Agorà protagonista di "Tv7", rotocalco del "TG1"
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