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Solo video religiosi. Il successo del sito che copia YouTube 
Salmi, sermoni, un po' di satira 
Il miracolo web di GodTube 
Lanciato in agosto da Chris Wyatt, ex produttore della Cbs che ha mollato tutto per studiare teologia a Dallas 



Un'immagine da un sito di GodTube 

NEW YORK — Durante la celebrazione dell'eucarestia, l'ostia sfugge dalle mani di un sacerdote un po' goffo e cade nel «decolleté » di una fedele. Il recupero è piuttosto imbarazzante. La scena è quella di uno dei video più cliccati su GodTube, il sito di filmati a sfondo religioso lanciato due mesi fa da un ex dirigente della rete televisiva Cbs con l'obiettivo di creare una sorta di YouTube della cristianità. Un sito nel quale c'è (quasi) di tutto: sermoni, canti gregoriani, testimonianze di fede, lezioni di catechismo, storie di conversioni, ma anche musica rock a sfondo religioso, umorismo e un po' di satira che i promotori del sito non esitano a censurare quando ritengono che parole e circostanze possano apparire blasfeme al loro pubblico o ne possano ferire una parte consistente. 

Inaugurato, dopo una breve fase sperimentale, l'8 agosto, il sito ha raggiunto in poche settimane impressionanti record di diffusione: in questo campo YouTube è il leader incontrastato, ma nessun dei suoi filmati ha mai avuto più spettatori del videoclip di una bimba di quattro anni vestita di rosa che recita il Salmo 23, quello del Buon Pastore. Le immagini sono su GodTube e sono già state viste da quattro milioni di utenti di Internet. Quello della «tecnoreligione» è un fenomeno sempre più consolidato, almeno negli Strati Uniti, dove il pragmatismo dei fedeli e delle chiese — soprattutto quelle protestanti — rende possibili forme di modernizzazione del culto e, a volte, lo sviluppo di attività economiche legate alla fede che in Europa suscitano molte perplessità. Telepredicatori, megachiese, concerti rock durante le funzioni domenicali, videogiochi religiosi, fanno da tempo parte dell'armamentario della cristianità «made in Usa». Le chiese più attive e spregiudicate nelle attività di proselitismo — soprattutto quelle evangeliche — hanno seguito con attenzione l'evoluzione delle tecnologie originate da Internet, cercando di replicare le innovazioni più promettenti, ovviamente con una connotazione religiosa. 

È così che è nata Conservapedia.com, risposta conservatrice a Wikipedia, l'enciclopedia che si è sviluppata spontaneamente on line. La destra evangelica l'aveva subito bollata come un «frutto avvelenato» della cultura «liberal» ed ha promosso una risposta che ha il marchio dell'integralismo religioso. C'è poi Mypraize. com che si presenta come una rete sociale religiosa, la versione cristiana di MySpace, mentre MyChurch.org replica il modello di Facebook. Salvo che, anziché gruppi di studenti che hanno studiato nella stessa università, mette in collegamento diecimila chiese che attraverso questo sito si scambiano messaggi, esperienze e anche sermoni. Era insomma inevitabile che prima o poi arrivasse anche lo «YouTube di Dio». A concepirlo è stato Chris Wyatt, un californiano 38enne, ex produttore televisivo, che ad un certo punto della sua vita ha voltato pagina ed è andato a studiare teologia a Dallas. 

A impressionare Wyatt è stata soprattutto un'indagine condotta dal Pew Internet Study, uno dei più autorevoli centri di ricerche sociali, secondo il quale da qui al 2025 il numero dei cristiani americani che la domenica va in chiesa dimezzerà: dall'attuale 70 al 35 per cento. Poiché il previsto calo viene attribuito alla crescente disaffezione di ventenni e trentenni — il cuore della «Internet generation» — Wyatt ha pensato di usare questa tecnologia per riprendere il contatto coi giovani, provando ad offrire loro un messaggio spigliato e, magari, anche un po' scherzoso. La sua ambizione è quella di dar vita ad un movimento che lui chiama «cristianesimo Jesus 2.0»: solo una delle tante offerte di un portale — GodTube — che contiene materiale destinato a tutte le diverse aree del cristianesimo, dai cattolici ai pentecostali, passando per anglicani e battisti. «Ci piace pensare a noi stessi come ad una specie di Svizzera della cristianità», spiega Wyatt senza alcun imbarazzo. Una Svizzera che, con la crescita del numero degli utenti, può diventare molto redditizia: tra due settimane arriverà nei cinema americani la nuova versione dei «Dieci Comandamenti» e i produttori hanno deciso di lanciare questo film ad animazione digitale anche attraverso GodTube. 

In realtà anche negli Stati Uniti i critici dell'iniziativa non mancano: più che la banalizzazione del messaggio religioso e l'affastellarsi di materiali buoni per tutte le stagioni e tutti i culti, a muoverli è il timore che l'aumento dell'offerta religiosa su Internet, anziché spingere più gente verso le chiese, divenga un sostituto della presenza fisica alla funzione domenicale. Wyatt, ovviamente nega, sostenendo che i suoi videoclip — il sito ne offre ormai più di 30 mila — non possono in alcun modo sostituire la presenza fisica nel tempio. Il fondatore di GodTube sostiene che, con una società la cui cultura è sempre più ancorata ad Internet e che si sta abituando a ricorrere al web per tutti i suoi bisogni, è sbagliato tenere la fede fuori dalla rete. Del resto lo studio del Pew Center indica che già oggi 82 milioni di americani vanno su Internet per motivi legati ai loro interessi religiosi: più di quelli che usano il computer per interrogare la loro banca on line o per cercare di fare nuove conoscenze. Molti scuotono la testa ritenendo che si stia perdendo il senso spirituale della riflessione intima, del dialogo individuale tra l'uomo e Dio. Altri, come Stephen O'Leary, un docente di comunicazioni sociali, pensano che dando più spazio a una sede di dialogo come Internet rispetto alla chiesa fisica, la religione si democratizzerà sempre più: «Un po' come quando Gutenberg, dando la possibilità ad ognuno di avere la sua copia della Bibbia stampata, ruppe il monopolio della Chiesa».

Massimo Gaggi
08 ottobre 2007




Tre le dichiarazioni. Prenderle. Prendere dichiarazione numero uno, di Clemente Mastella: “Sono un caproNE espiatorio. 
O il Consiglio d’amministrazione Rai dà regole certe che valgano per tutti, o attiveremo strumenti parlamentari per sfiduciare questo Consiglio d’amministrazione. Saremo leali fino in fondo, ma se saltiamo noi salta il governo”. Prendere poi dichiarazione numero due, di Michele Santoro: “I politici possono parlare in qualsiasi momento. Accetto gli insulti, le critiche, tutto: l’unica cosa che non accetto è il vittimismo”. Prendere infine dichiarazione numero tre, di Romano Prodi: “Ho letto i resoconti sulla trasmissione Annozero. Mi sembra che non vi si possa riscontrare nulla della serietà, della professionalità e dell’appropriatezza che dovrebbe avere una trasmissione la quale si riferisce alla giustizia”. Scegliere ora, tra le tre, quella del deficiente il quale ancora non ha capito che, se vuoi far credere di voler fare il culo a Santoro, altro che da Roma, tradizione vuole che lo dichiari almeno dalla Bulgaria.

(06/10/2007)



BASTA! FUORI IL MARCIO DAI NOSTRI CONFINI, FUORI GLI ZINGARI DALLE STRADE GRILLO, SOLUZIONE FINALE: “UN PAESE NON PUÒ SCARICARE SUI SUOI CITTADINI PROBLEMI CAUSATI DA MIGLIAIA DI ROM DELLA ROMANIA CHE ARRIVANO IN ITALIA”
CHE CI FACCIAMO CON LE DIVISE ARRIVATE DALLA ROMANIA CON LA SCRITTA “POLIZZIA”?
Il Foglio di Ferrara invita a trovare un nome per la nuova barca di D’Alema.
Mattia Feltri propone:
Addavenì Pennone; Babordo e champagne; Boma capoccia; Catamarano portami via; Proletaria vai via; Derive gauche; Falce e battello; Fischia il vento, Urla la crociera; Iosif Vissanionovich; Molo Tov; Rollìo Royce.
Ruggero Guarini propone invece:
Il Corsaro Vero; Statista col fiocco; Leader del cassero; ’Na barca de sordi; Nave Caesar; Veni, vidi, vela; Mare nostrum; Flotta di classe; Orza Italia; Oiblò.
Altre proposte: Vela dico e vela canto; Il tangone della gelosia; Vento in pippa; Àncora tu, ma non dovevamo vederci più?; Buon vinto!; Albero della cuccagna; Skipper Just; Qui lo dico e qui lo navigo; Errare è umano, navigare è divino; Hasta la vela! Siempre!; El pueblo unido, jamais sarà imbarcado!

CONTI STONATI – LUXURIA PROPONE UN ALTRO RUBINETTO DI SPESA: IL “CENTRO NAZIONALE PER LA MUSICA” UN NUOVO ENTE (PROBABILMENTE) INUTILE, MENTRE I TEATRI LIRICI BOCCHEGGIANO – TUTTI I RIVOLI DEL MARE MAGNUM DELLE ASSEGNAZIONI…


 

Pm in tv, Mastella attacca: pronto a sfiduciare Cda Rai bufera su Santoro

Mastella attacca dopo la puntata di Annozero: contro di me un linciaggio, il Cda Rai intervenga o lo sfiducio. Critico anche Prodi: nessuna censura ma Santoro non è stato professionale. Solidarietà da Marini al ministro  POLITICA Il Guardasigilli insorge contro la puntata di Annozero: «Servono regole o non ho alternative». Anche Prodi condanna la trasmissione: «Né seria né appropriata»  Video 1: Forleo ad «Annozero» Video 2: il pm de Magistris Video 3-Della Valle: linciaggio morale contro il Guardasigilli Il ministro contro la contessina Borromeo: «Velinista»

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