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Tremonti: Veltroni stacchi la spina a Prodi se non vuole essere travolto da chi tira a campare 
«Conviene a tutti votare nel 2008»
«Questa legge elettorale è meglio non cambiarla, dà più forza anche a chi viene sconfitto» 


ROMA — «I romani chiamavano remora il pesce ventosa che si attaccava alla chiglia delle navi rallentandone lo scorrimento. Attualizzando, direi che Romano Prodi è una remora, un freno attaccato sotto la nave della sinistra e, cosa più grave, sotto la nave dell'Italia che dalla sinistra è governata». Si capisce dalla prima battuta quello che pensa Giulio Tremonti del premier e del suo governo: il peggio, come in fondo prevedibile. Ma quello che prevedibile non è, è lo scenario che l'ex ministro del Tesoro disegna: potrebbe essere Walter Veltroni a staccare la spina al governo, e potrebbe farlo molto presto, per andare al voto nel 2008. Perché, dopo il 14 ottobre, non avrà scelta: «O dirà le stesse cose di Prodi e Prodi lo tirerà a fondo, o dirà cose diverse, e allora sarà lui a mandare a fondo il premier». 

Onorevole, torniamo alla remora Prodi... «Credo che per lui, governare alla Prodi, sia umanamente drammatico: all'inizio l'illusione di guidare l'Italia imprimendole grandi, salvifici cambiamenti, poi una vita alla giornata, non un vivere per governare ma un governare per sopravvivere. Se così stanno le cose, la sua posizione, quella della remora, è triste ma naturale, e dunque razionale». 

E quale posizione è irrazionale? «Quella di Veltroni. Perché Prodi ha già detto che non si ricandiderà, dunque per lui in futuro non c'è né vittoria né sconfitta: per uno che vive alla giornata, già durare un anno significa vivere 365 volte. Veltroni invece si candida perché vuole giocare, ma se va avanti così, la mano che Prodi gli girerà sarà un aut aut: o perdi o perdi». 

E perché Veltroni non dovrebbe avere chances di risalire la china? «Perché dopo il 14 ottobre e la nascita del Pd il quadro si semplifica radicalmente, dal "pastone" della politica di primo piano scompaiono personaggi come Rutelli, Fassino, D'Alema e per Veltroni non sarà più possibile fare il ventriloquo: potrà fare solo l'azionista di maggioranza del governo Prodi. La scena non ammetterà più sdoppiamenti di personalità o voci fuori dal coro, e questo a partire dalla Finanziaria ». 

Una Finanziaria che però sembra mettere d'accordo le componenti della maggioranza. «Perché è costruita come una Finanziaria pre-elettorale, aggira tutti i problemi, li sposta all'anno successivo. Per Prodi va bene comunque, che si voti o che non si voti nel 2008: se gli va bene, dura un anno di più, se gli va male, a perdere le elezioni sarà Veltroni. Il futuro leader del Pd ha invece una posizione specularmente diversa». Cioè per lui fa differenza se si vota nel 2008 o più tardi? «Esattamente. Il 2008 non sarà un anno buono per le tasche degli italiani e per le casse dello Stato. E dunque, se si vota nel 2008 ma con una Finanziaria elettorale come questa, Veltroni contiene il danno. Se invece si vota nel 2009, va incontro al disastro: imbarca in pieno il ciclo economico negativo, e va incontro ai vincoli europei di serietà, di rigore nel bilancio pubblico. La sinistra sarà costretta a fare una Finanziaria non elettorale in un periodo elettorale: la tempesta perfetta. È una situazione molto diversa dal 2001». 

Che c'entra il 2001? «Anche allora disponevano di quello che oggi chiamiamo il "tesoretto", solo che lo chiamavano "dividendo di Maastricht", e anche allora lo spesero per una Finanziaria elettorale: però nel 2000 erano certi che si sarebbe votato nel 2001, oggi non è affatto certo che si voti nel 2008! E non avendo usato quell'extragettito, portato dall'economia e non dalla lotta all'evasione, per arrivare al pareggio di bilancio come hanno saggiamente fatto in Germania, mettendo fieno in cascina, adesso rischiano di finire nella trappola che si sono preparati da soli: dover fare, per il 2009, una Finanziaria molto dura nelle peggiori condizioni economiche e politiche, e cioè in campagna elettorale». 

Insomma, questo è il motivo per cui sarebbe Veltroni ad avere più interesse a staccare la spina a Prodi, e subito. «Assolutamente sì. Perché è vero che la sua partita non sarà tra vincere e perdere, ma visto che davanti a Veltroni c'è comunque la prospettiva dell'opposizione, una cosa è perdere bene, altra è perdere male ». Lo dice affidandosi ai sondaggi? Anche la Cdl era data nel 2006 a oltre dieci punti sotto l'Unione, poi le cose sono andate diversamente... «Non c'è bisogno dei sondaggi, basta l'evidenza, il buonsenso. Se nel 2006, nelle migliori condizioni possibili, la sinistra ha solo pareggiato, è chiaro che nel 2008 o peggio nel 2009, deteriorandosi progressivamente le condizioni tanto della sinistra che degli italiani, non potrà che perdere. E le dirò di più». 

Prego. «Paradossalmente, o machiavellicamente, ammesso che sia vero che lo stallo al Senato è causato da questa legge elettorale, proprio a Veltroni più di chiunque altro converrebbe conservare questa legge, che in teoria potrebbe dargli una maggiore forza all'opposizione». Ma allora dovreste essere voi a pretendere una nuova legge elettorale. «Guardi, se le simulazioni sono corrette, la forza dei numeri esclude la necessità di una nuova legge elettorale». 

E che risponde al presidente di Confindustria Montezemolo, che dice no al voto prima di una nuova legge per l'interesse del Paese, e non delle singole parti? «Dopo aver ascoltato i tribuni della plebe, ascolteremo i tribuni del lusso... La realtà è che ciò che è primario nell'interesse del Paese è che, prima di tutto, si vada a votare e che, legge elettorale vecchia o nuova, dalle urne venga fuori una maggioranza definita. In base ai numeri, questa ultima ipotesi è razionale». 

Ma come può cadere davvero il governo? Per mano di quei «quindici senatori» che Berlusconi dice di aver acquisito? «Non sono cose di cui mi occupo io, il mio è un no comment. È ovvio comunque che i fattori di crisi più forti, ambientali, sono a sinistra, nell'identificazione devastante tra Veltroni e Prodi. Non puoi essere il leader nuovo di un governo vecchio: alla fine, o è il vecchio che mangia il nuovo, o è il nuovo che cancella il vecchio».

Paola Di Caro 
08 ottobre 2007



Tre le dichiarazioni. Prenderle. Prendere dichiarazione numero uno, di Clemente Mastella: “Sono un caproNE espiatorio. 
O il Consiglio d’amministrazione Rai dà regole certe che valgano per tutti, o attiveremo strumenti parlamentari per sfiduciare questo Consiglio d’amministrazione. Saremo leali fino in fondo, ma se saltiamo noi salta il governo”. Prendere poi dichiarazione numero due, di Michele Santoro: “I politici possono parlare in qualsiasi momento. Accetto gli insulti, le critiche, tutto: l’unica cosa che non accetto è il vittimismo”. Prendere infine dichiarazione numero tre, di Romano Prodi: “Ho letto i resoconti sulla trasmissione Annozero. Mi sembra che non vi si possa riscontrare nulla della serietà, della professionalità e dell’appropriatezza che dovrebbe avere una trasmissione la quale si riferisce alla giustizia”. Scegliere ora, tra le tre, quella del deficiente il quale ancora non ha capito che, se vuoi far credere di voler fare il culo a Santoro, altro che da Roma, tradizione vuole che lo dichiari almeno dalla Bulgaria.

(06/10/2007)



BASTA! FUORI IL MARCIO DAI NOSTRI CONFINI, FUORI GLI ZINGARI DALLE STRADE GRILLO, SOLUZIONE FINALE: “UN PAESE NON PUÒ SCARICARE SUI SUOI CITTADINI PROBLEMI CAUSATI DA MIGLIAIA DI ROM DELLA ROMANIA CHE ARRIVANO IN ITALIA”
CHE CI FACCIAMO CON LE DIVISE ARRIVATE DALLA ROMANIA CON LA SCRITTA “POLIZZIA”?
Il Foglio di Ferrara invita a trovare un nome per la nuova barca di D’Alema.
Mattia Feltri propone:
Addavenì Pennone; Babordo e champagne; Boma capoccia; Catamarano portami via; Proletaria vai via; Derive gauche; Falce e battello; Fischia il vento, Urla la crociera; Iosif Vissanionovich; Molo Tov; Rollìo Royce.
Ruggero Guarini propone invece:
Il Corsaro Vero; Statista col fiocco; Leader del cassero; ’Na barca de sordi; Nave Caesar; Veni, vidi, vela; Mare nostrum; Flotta di classe; Orza Italia; Oiblò.
Altre proposte: Vela dico e vela canto; Il tangone della gelosia; Vento in pippa; Àncora tu, ma non dovevamo vederci più?; Buon vinto!; Albero della cuccagna; Skipper Just; Qui lo dico e qui lo navigo; Errare è umano, navigare è divino; Hasta la vela! Siempre!; El pueblo unido, jamais sarà imbarcado!

ROVATI, MISSIONE KAZAKISTAN: BORAT? PIÙ MISURATO DI GRILLO – ANCHE NEL '92, IL POPOLO CHIEDEVA SANGUE E GALERA - HO RINUNCIATO A CANDIDARMI A 62 ANNI. ALTRIMENTI, QUESTA RIMARRÀ SEMPRE LA REPUBBLICA FONDATA SULLA PROSTATA…

CONTI STONATI – LUXURIA PROPONE UN ALTRO RUBINETTO DI SPESA: IL “CENTRO NAZIONALE PER LA MUSICA” UN NUOVO ENTE (PROBABILMENTE) INUTILE, MENTRE I TEATRI LIRICI BOCCHEGGIANO – TUTTI I RIVOLI DEL MARE MAGNUM DELLE ASSEGNAZIONI…



 

Pm in tv, Mastella attacca: pronto a sfiduciare Cda Rai bufera su Santoro

Mastella attacca dopo la puntata di Annozero: contro di me un linciaggio, il Cda Rai intervenga o lo sfiducio. Critico anche Prodi: nessuna censura ma Santoro non è stato professionale. Solidarietà da Marini al ministro  POLITICA Il Guardasigilli insorge contro la puntata di Annozero: «Servono regole o non ho alternative». Anche Prodi condanna la trasmissione: «Né seria né appropriata»  Video 1: Forleo ad «Annozero» Video 2: il pm de Magistris Video 3-Della Valle: linciaggio morale contro il Guardasigilli Il ministro contro la contessina Borromeo: «Velinista»

 
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