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L'INCIDENTE NEL KASHMIR. testimoni oculari: «missile contro il velivolo» Cade elicottero della scorta di Musharraf Quattro militari morti nello schianto. Salvo il presidente del Pakistan che si trovava su un altro velivolo
MUZAFFARBAD (Pakistan) - Quattro soldati pachistani sono morti nello schianto di un elicottero in un’area del Kashmir, in territorio del Pakistan. Secondo quanto si è appreso a precipitare sarebbe stato uno dei tre elicotteri di scorta al presidente Pervez Musharraf. Il capo di Stato sarebbe riuscito a raggiungere la sua destinazione, ha spiegato il portavoce Waheed Arshad a Dawn News tv. L'elicottero della scorta di Musharraf è caduto mentre il presidente si recava in visita in Kashmir, nel secondo anniversario di un terremoto nella regione. Musharraf, che è stato votato a gran maggioranza nelle elezioni presidenziali svoltesi sabato, era su un altro elicottero, ma il suo portavoce, il generale della riserva Rashid Qureshi, è rimasto ferito nell' incidente. «Si è verificato un problema tecnico, che è stata la causa della caduta del velivolo», ha detto il portavoce dell'esercito, generale Waheed Arshad, escludendo la possibilità di un attacco. «MISSILE CONTRO IL VELIVOLO» - Alcuni testimoni oculari, però, citati dalla tv satellitare araba al Jazeera avrebbero visto «l’impatto di un missile con il velivolo, seguito dall’esplosione e lo schianto». Il corrispondente di al Jazeera a Islamabad ha spiegato inoltre che fonti d’intelligence pachistane «non escludono l’ipotesi di un attentato».
Gli Indiani d'America non sono riusciti a fermare l'immigrazione. Oggi vivono nelle riserve.
Va bene tutto, ma parlare di nemesi per quelli
finiti a loro volta nel mirino dei soliti Annozero, bè parlare di nemesi
per tipi come quelli sembrerebbe eccessivo. E’ qualcosa di
grande e anche di fatale, la nemesi. Ha una sua tragica nobiltà, è
soffusa da un’aura di destino antico cui è difficile sfuggire, era, Némesis,
la personificazione della giustizia distributiva, punitrice di quanto,
eccedendo la giusta misura, turbava e turba l’ordine dell’universo.
Roba forte, drammatica, seria. Perciò. Non sta vivendo, Prodi, una sua
nemesi, o D’Alema e D’Avanzo, o Scalfari e Veltroni, nemmeno per loro
si può dire nemesi. Sembra un po’ troppo scomodare il termine, suona
eccessivo e quindi suona male. Lasciamo la nemesi a chi se la guadagna. A
questi qui, finiti nel mirino dei soliti Annozero, “ai mostriciattoli
del nuovo potere che scappano con le braghe in mano e si fanno difendere
dai loro stessi avversari”, merita al massimo ricordare che la vita è
una ruotola.
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