Non ha sfilato contro il suo governo, “Io sono comunista, non sono mica scemo”, ha tenuto a precisare Oliviero
Diliberto. E allora non era meglio: “Io sono scemo, non sono mica comunista”?
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LA
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nell'atmosfera fa aumentare l'acidità dei mari P.Virtuani
"Prima di stampare questa pagina, pensa
all'ambiente"
(Firma delle
email di una celebre agenzia di public relations)
tributo a sergio endrigo
Endrigo, un re dimenticato da vivo
celebrato da morto
Meglio tardi che mai. Anche Sergio Endrigo, scomparso due anni fa all'età di 72 anni, ha avuto il suo tributo. L'omaggio è arrivato da un drappello di artisti che lo vollero ricordare in una serata l'11 gennaio 2006 all'Auditorium di Roma organizzata da Sergio Bardotti, che di Endrigo fu amico e stretto collaboratore. Purtroppo, da qualche mese è venuto a mancare anche Bardotti e dunque il doppio cd-dvd "Ciao Poeta", che raccoglie gli esiti di quella serata, assume un valore ancor più significativo.
Una serata particolare, discreta, come sarebbe piaciuta al
protagonista. Sotto la direzione del maestro Adriano Pennino, sfilano
artisti vecchi e nuovi, da Roberto Vecchioni a Morgan, da Marisa Sannia
(scoperta, lanciata e prodotta proprio da Endrigo) a Gianni Morandi (che
per tanti anni fu vicino di casa del cantautore di Pola), da Ornella
Vanoni a Gino Paoli. Ecco allora
"Adesso si", "Teresa", "Aria di neve",
"L'arca di Noè", "Canzone per te","Via
Broletto" e tante altre ancora; un repertorio di grandi successi
(qualche volta addirittura internazionali) con qualche piacevole sorpresa.
Il clima è giusto anche se è sgradevole notare qualche presenza di
troppo, artisti spregiudicati che ormai omaggiano chiunque pur di
ottenere un riscontro, una vetrina personale, un minimo di illuminazione.
Un esempio. C'è Sergio Cammariere e non c'è Dino, lanciato da "Te
lo leggo negli occhi", un brano che ancora oggi fa parte del
repertorio dal vivo del cantante veronese (che certamente avrebbe gradito
l'invito, al pari di un'altra
meritevole artista scaligera, Gigliola Cinquetti). Tutto questo tenendo
presente che nella sua lunga carriera Sergio Endrigo fu in qualche modo
artista scomodo, dalla caratterialità puntuta, che però non rifiutò mai
il palcoscenico popolare o il rischio del grande pubblico. Forse è questo
che si doveva ricordare con maggior coerenza. Ma del resto oggi la musica
leggera vive anche in questo modo: succhiando la ruota a quei pochi
artisti che ancora hanno idee, ispirazione e risorse e vampirizzando i
grandi del passato. Sergio Endrigo non è morto improvvisamente. Al
contrario, si è consumato anno per anno tra la trascuratezza dei
colleghi, dei discografici, dei cosiddetti operatori culturali del
settore. Ma siccome era persona spiritosa scrisse anche un libro su questo
doloroso isolamento, sull'emarginazione che era costretto a subire. Oggi
viviamo in un clima di omaggi senza fine, da Mia Martini a Rino
Gaetano, da Umberto Bindi a Ivan Graziani. Giorgio Gaber, altro perenne
"omaggiato", direbbe che non si fa in tempo a morire che ecco
pronto il tributo. Non a caso in "Ciao poeta" compare anche
Bruno Lauzi, alla sua
ultima esibizione. E oggi anche Lauzi è un cantante che raccoglie
innumerevoli contributi. Per carità, niente di male, anche se crediamo
che se proprio gli artisti debbano essere omaggiati sarebbe meglio farlo
quando
sono vivi, quando hanno ancora qualcosa da dire e nessuno li ascolta e li
riceve. Proprio come è accaduto a Sergio Endrigo. Farlo quando sono morti
è troppo facile.
Filthy Food This turned me on a little bit, until it got gross. Possibly NSFW.
Non ha sfilato contro il suo governo, “Io sono comunista, non sono
mica scemo”, ha tenuto a precisare Oliviero Diliberto. Non è la
prima volta che lo dice. Un’altra volta lo disse a Vicenza, erano
i giorni in cui Prodi aveva detto sì alla base americana e
Diliberto mobilitava contro. Manifesta contro il suo governo?, gli
domandarono. “Io sono comunista, non sono mica scemo”. E se ne
andò. E’ un concetto che Diliberto ripete molto volentieri.
Un’altra occasione per esprimerlo, e per esprimerlo col malcelato
compiacimento con cui ogni volta lo comunica, gli venne fornita nel
contesto di una polemica su Cuba, su Castro, sui prigionieri
politici e sui diritti umani che in quella benedetta isola di tanto
in tanto incespicano. Il segretario dei comunisti italiani, subito
dopo aver premesso: “Io sono comunista, non sono mica scemo”,
spiegò come lui stesse, contemporaneamente, col comunismo e con la
libertà, con la dittatura del partito unico e con i diritti
politici, col castrismo e col suo opposto. E allora non era meglio:
“Io sono scemo, non sono mica comunista”?
E GENTILONI RINNEGA RICHI-ONE LEVI: “L'ALLARME LANCIATO DA GRILLO È GIUSTIFICATO: IL DISEGNO DI LEGGE SULL'EDITORIA VA CORRETTO PERCHÈ LA NORMA SULLA REGISTRAZIONE DEI SITI INTERNET NON È CHIARA E LASCIA SPAZIO A INTERPRETAZIONI ASSURDE E RESTRITTIVE”…
ALLARME WEB – NELLA RIFORMA DELL’EDITORIA SI PREVEDE L’ISCRIZIONE OBBLIGATORIA ANCHE PER PICCOLI SITI E BLOG (SANZIONI PENALI PIÙ FORTI IN CASO DI DIFFAMAZIONE) - LEVI: “NON È QUESTO LO SPIRITO. IL SITO DI GRILLO? DECIDERÀ L'AUTORITÀ”…
CHE CAZZO CI FACCIAMOCON LE DIVISE ARRIVATE
DALLA ROMANIA CON LA SCRITTA “POLIZZIA”?
Il Foglio di Ferrara invita a trovare un nome per la nuova barca di
D’Alema.
Mattia Feltri propone:
Addavenì Pennone; Babordo e champagne; Boma capoccia; Catamarano portami via; Proletaria vai via; Derive gauche; Falce e battello; Fischia il vento, Urla la crociera; Iosif Vissanionovich; Molo Tov; Rollìo Royce.
Ruggero Guarini propone invece:
Il Corsaro Vero; Statista col fiocco; Leader del cassero; ’Na barca de sordi; Nave Caesar; Veni, vidi, vela; Mare nostrum; Flotta di classe; Orza Italia; Oiblò.
Altre proposte: Vela dico e vela canto; Il tangone della gelosia; Vento in pippa; Àncora tu, ma non dovevamo vederci più?; Buon vinto!; Albero della cuccagna; Skipper Just; Qui lo dico e qui lo navigo; Errare è umano, navigare è divino; Hasta la vela! Siempre!; El pueblo unido, jamais sarà
imbarcado!
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possibile. Grazie per la collaborazione.
23 ottobre - 21 novembre, venite venite che vi punzecchio un po'
amichevolmente. Sono lo scorpione e si dice "Chi ha paura di pungersi
non pesti lo scorpione".
D'accordo, forse qualche volta esagero e sono un po' velenosetto, ma sono
così interessante, per niente monotono... Vi riconoscete nel profilo del
segno?
"Hai una grandissima forza di volontà ma il tuo umore è abbastanza
instabile. A volte puoi essere violento e litigioso. Sei un segno
ambivalente: hai un lato molto speciale, un altro meno edificante.
Al positivo sei un grande lavoratore e dotato di uno spirito analitico; al
negativo hai vizi di ogni genere e vivi di un'esistenza sregolata. Sei
bravissimo nell'indagare i segreti degli altri ma non sveli mai i tuoi.
Sei curioso, intelligente e per nulla superficiale.
Tu donna del segno sei affascinante e passionale, carica di energia e non
conosci via di mezzo.
Tu uomo in amore sei complicato e contorto ma molto passionale. La tua
sessualità è una forza che usi o per distruggere o per redimere.
Il lavoro ti serve per arrivare al potere, sei ambizioso e portato al
comando. Con le amicizie sei selettivo e diffidente ma se concedi la tua
fiducia, sai essere un amico fidato.