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Il Milan recupera Ronaldo, il Werderteme gli ultrà laziali La
società tedesca ha assoldato bodyguard privati per scortare i suoi
tifosi. Nel Milan torna il FenomenoFigo si rompe, ira di Moratti
IL COMICO & IL GIUDICE – J’ACCUSE DI GRILLO ALLA UE: NON DATECI PIÙ I FONDI EUROPEI, NON CE LI MERITIAMO. SERVONO SOLO AI PARTITI E ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
Video Ele, il culo misterioso del web
Vi mostriamo in sequenza i quattro video disponibili: sensuali, piccanti, consigliati agli utenti adulti, ma nulla di particolarmente spinto. In televisione si vedono più o meno le stesse cose. O no?
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Il presidente pakistano che ha instaurato lo stato d'emergenza difende il suo operato
«Occidente, sbagli: non sono un dittatore»
Musharraf: «La Bhutto mi ha tradito, accordo saltato».
Un manifesto con l'immagine di Musharraf (Ap)
ISLAMABAD — Questa volta Pervez Musharraf se la prende
direttamente con Benazir Bhutto. «Una grande manipolatrice. Quando le
conviene mi parla amichevole della necessità della riconciliazione
nazionale. Ma, appena le volto la schiena, attacca violenta, distorce i
fatti e la realtà», dice in questa intervista al Corriere.
Il presidente- militare appare rilassato, molto meno teso che non durante
la conferenza stampa di tre giorni fa. Ha deciso che alla leader del
Partito Popolare bisogna rispondere direttamente sul suo terreno: quello
dei media. E lo fa dimostrando la determinazione del combattente di razza.
Benazir da una settimana sbandierava la sua «lunga marcia» da Lahore e
invitava i giornalisti di tutto il mondo a seguirla? Lui prima l'ha chiusa
agli arresti domiciliari per una settimana, eppoi ha convocato alcune tra
le testate maggiori nel suo ufficio a Islamabad per una lunga serie di
interviste, svuotandole il «teatro». Così, dopo mezzogiorno,
l'aeroporto di Lahore era invaso da reporter trafelati che cercavano di
imbarcarsi sul primo volo per la capitale
Presidente, due mesi fa lei e la Bhutto
avevate firmato un’intesa mirata a un futuro di spartizione del potere.
Ora è rottura?
«Mi aspettavo una domanda del genere. E ho portato conme un vergognoso
articolo firmato dalla Bhutto e appena apparso sul New York Times. Mi
chiedo come sia possibile ancora pensare di lavorare assieme. Mi accusa di
non essere democratico, di non fare nulla contro Al Qaeda e il terrorismo,
di non mantenere le promesse e addirittura di non volere le elezioni.
Tutte falsità belle e buone, menzogne, un colpo alla schiena. È una
grande manipolatrice, pronta a distorcere la verità a suo uso e consumo.
Da quando è tornata in Pakistan non fa altro che darmi addosso, tradendo
tutte le nostre intese. In più si muove da irresponsabile, getta fango
sull’esercito e il suo ruolo di lunga data contro Osama Bin Laden e il
terrorismo. Mette in dubbio pubblicamente la capacità dello Stato nel
controllare il nostro arsenale atomico».
E se venisse eletta primo ministro?
«Fate male voi giornalisti a darle tanto credito. L’avete dipinta come
una paladina della democrazia con un grande sostegno popolare. È un
quadro falso. Verificate tra la popolazione, andate nei villaggi, uscite
da Islamabad, che è una città molto diversa dal resto del Paese.
Scoprirete che almeno il 70 per cento degli elettori sta con me, contro di
lei. Non ascoltate gli attivisti per la difesa dei diritti umani che
vogliono denigrarmi. Le elezioni lo proveranno ».
Manifestazione a favore della Bhutto e l'intervento della
polizia (Ap)
Appunto, le elezioni: come è possibile tenerle sotto il tallone delle
leggi eccezionali e della sospensione della costituzione? Come sarà
possibile una campagna elettorale con il divieto di cortei, di comizi, con
i leader dell’opposizione in carcere, la censura sui media?
«Lo stato di emergenza era in vigore anche al tempo delle tornate
elettorali del 1967, 1971 e 1985. In Occidente si presenta il periodo
precedente la mia ascesa al potere nel 1999 (il colpo di Stato militare,
ndr) come l’età dell’oro della democrazia. La verità è che allora i
media erano molto più censurati di oggi, il potere giudiziario e
legislativo imbavagliati, con me è cresciuta una società più libera...
Con me si è votato per il parlamento e le assemblee provinciali. In vista
del voto sarà creata una commissione elettorale che deciderà le regole
della campagna tenendo conto anche del pericolo kamikaze».
Ma se ha appena censurato i
giornalisti?
«Cosa sono sette giorni di censura contro sette anni di libertà? Prima
di giudicare si deve tenere conto dei grandi progressi degli ultimi anni.
E anche del fatto che il Pakistan è sotto assedio. Siamo vittime del
terrorismo di Al Qaeda, dell’estremismo talebano. Ora con le leggi
eccezionali e le nuove prerogative date all’esercito saremo in grado di
colpire gli estremisti che si annidano nelle zone tribali, lungo il
confine afghano. I giornalisti devono rispettare un codice di condotta,
non possono continuare gettare fango sul governo, sull’esercito e sulla
mia persona».
Lei è accusato di essere un dittatore
«Mi viene da dire che voi giornalisti, locali e stranieri, con il vostro
atteggiamento favorite il terrorismo. Questo Paese non ha mai conosciuto
un governo tanto aperto, illuminato e benevolo quanto il mio. Ma voi
continuate a insistere sui fallimenti dei nostri soldati, magnificate le
gesta dei terroristi. Ingrandite le manifestazioni di 200 avvocati tra
Islamabad e Rawalpindi, quando dimenticate che gli altri 14.000 iscritti
all’ordine nella stessa circoscrizione se ne restano a casa e sono
d’accordo con me».
Manifestazione degli avvocati (Reuters)
Lei afferma che i provvedimenti di polizia, la repressione, servono a
mantenere l’ordine pubblico. Ma perché allora il terrorismo è in
crescita? Come mai arrestate gli avvocati invece che i terroristi? «Arrestiamo tutti coloro che violano la legge. Il governo ha la
responsabilità di mantenere l’ordine pubblico. Per esempio io avevo
caldamente suggerito alla Bhutto di non tornare in Pakistan il 18 ottobre,
sapevamo che c’erano terroristi pronti a colpire. Addirittura 22 secondo
la nostra intelligence a Karachi. Ma lei mi ha ignorato, salvo poi
lanciare accuse ignominiose per le centinaia di morti e feriti
nell’attentato contro il suo corteo. Anche adesso i servizi di
intelligence stranieri ci hanno segnalato la presenza di 2 o 3 kamikaze
arrivati dall’estero e pronti a farsi esplodere a Lahore. Io ho il
dovere di assicurare l’incolumità dei miei cittadini e di impedire
assembramenti di piazza. Il mio principio è sempre stato quello che il
Pakistan vale più della democrazie. Prima garantisco l’unità, la
stabilità del mio Paese, a ogni costo. E’ una priorità inconfutabile.
E solo in secondo luogo lavoro per la costruzione di una società
democratica. Lo ripeto: in periodo eccezionali servono provvedimenti
eccezionali e non intendono tirarmi indietro».
E tutto questo legittima la persecuzione
metodica dei suoi oppositori politici. Per esempio: pensa che Nawaz Sharif,
l’ex premier e leader del maggior partito islamico oggi in esilio, potrà
rientrare per le elezioni?
«Non ora. Aspettiamo che si sia votato e di vedere il processo di
normalizzazione. E’ controproducente aggiungere nuovi elementi di crisi.
Sharif nel 1999 aveva promesso che sarebbe rimasto all’estero almeno 10
anni. Non sono ancora passati. Vedremo cosa ha da dire in proposito anche
la Commissione elettorale».
Lorenzo Cremonesi 14 novembre 2007
Filthy Food This turned me on a little bit, until it got gross. Possibly NSFW.
Divieti e pressioni, in rete
i segreti di Guantanamo
ESTERI
Su WikiLeaks
il manuale di comportamento per il personale addetto al
campo di prigionia Usa a Cuba. Un documento riservato in cui
si danno anche indicazioni su come manipolare
psicologicamente i detenuti. Il Pentagono non commenta
A.Carboni Il
documento in Pdf
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