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A Palazzo Reale dal 22 novembre al 3 febbraio Artisti della cronaca e della storia A Milano una mostra dedicata alle "Domeniche del Corriere" con tutti i colori e i racconti del Novecento


MILANO - La straordinaria avventura comincia nel 1899. L'8 gennaio esce il primo numero: trentamila copie di tiratura, dodici pagine, al prezzo di dieci centesimi. Nel disegno di copertina, firmato da Achille Beltrame, una terribile bufera di neve che ha messo in ginocchio il Montenegro. È la prima volta della «Domenica del Corriere ». La prima uscita nelle edicole e per le strade di un periodico che si trasformerà presto in album di famiglia e abitudine e che entrerà nelle case e nel cuore degli italiani.
Il Novecento è appena dietro l'angolo. A Torino Giovanni Agnelli fonda la Fiat (nel primo stabilimento gli operai saranno trentacinque), a Milano, in una fiaschetteria in via Berchet, nasce il Milan, il chimico tedesco Dreser s'inventa l'aspirina, il mondo della pittura e dell'arte piange per la scomparsa di Giovanni Segantini, la Milano-Monza è la prima ferrovia elettrica e Giosuè Carducci è alle prese con le sue «Rime e ritmi ». A raccontare la storia, le storie, i personaggi, le scoperte della scienza, le guerre, le curiosità, le catastrofi del secolo nuovo ci penserà il giornale illustrato del «Corriere della Sera». Le mitiche imprese sportive, i trionfi e le tragedie delle famiglie reali, i poveri Cristi, i poveri Cristi in divisa e in trincea a guadagnarsi sangue, paura e medaglie, i divi e le divine dello spettacolo.
Un settimanale illustrato, voluto con tutte le forze da Eugenio Torelli Viollier, fondatore e direttore del «Corriere della Sera» e da un giovanotto, Luigi Albertini, segretario di redazione e organizzatore, di formazione anglosassone, con dentro la voglia di fare, di rinnovare e di modernizzare. La "Domenica del Corriere" è nelle copertine celebri, nelle tavole di artisti veri, nelle fotografie e nelle parole che accompagnano un secolo che ancora stenta ad uscire di scena. I fatti raccontati al grande pubblico con un disegno, una didascalia, il gusto di narrare. Il Novecento è lì nelle migliaia di pagine, nelle illustrazioni, negli articoli dei Maestri del giornalismo (basta citare Dino Buzzati?). Un giornale ancora presente nei ricordi di tanta gente. Un settimanale illustrato di un passato che, fortunatamente, riemerge oggi dall'archivio storico del Corriere per impedire che la memoria si trasformi in area dismessa.
«La Domenica del Corriere è uno dei periodici illustrati di maggiore successo popolare nel Novecento - scrive Giovanna Ginex, curatrice della mostra di Palazzo Reale - nota finora soprattutto per le copertine che sono ricordate prima come opera di Achille Beltrame e in seguito di Walter Molino. In realtà essa ha ospitato le prove di molti altri grandi artisti dell'illustrazione, sia nelle copertine e quarte di copertina, sia nelle pagine interne». Un elenco impressionante di talenti: Giorgio De Gaspari, Averardo Ciriello, Ugo Guarino, Giovanni Mosca, Maria Pezzi, Alberto Martini, Mario Uggeri, Tullio Pericoli, Benito Jacovitti, giusto per citarne alcuni. «Solo per la Domenica del Corriere — aggiunge Giovanna Ginex — si conservano oltre quarantamila fogli. Sono tavole, disegni, bozzetti, vignette eseguite con tecniche — tempere, chine, grafite, penna a sfera, pennarello, colle viniliche — e supporti di varia natura… Ogni foglio è un tassello del lungo dialogo tra l'editore, la direzione e gli artisti impegnati nel campo specialissimo dell'illustrazione rivolta ad un pubblico vasto ed eterogeneo ».
Non mancavano certo i precedenti illustri, in Italia e all'estero, o i diretti concorrenti. A Roma, per esempio, andava per la maggiore «La Tribuna Illustrata», giornale partito con cadenza mensile e trasformato in settimanale nel 1897 e ribattezzato «La Tribuna illustrata della Domenica». Oppure bisognava fare i conti con il milanese «L'Illustrazione italiana », che era in edicola la domenica e che aveva fatto soprattutto della fotografia l'asso vincente. Ma «La Domenica del Corriere» è da subito un'altra cosa. E non si fermerà. Nel 1949 la tiratura sarà di 850.000 copie, nel 1956 si supera il milione e si arriva a quota 1.178.000. Un successo. Questione di cuore, forse. Così per decenni, prima dello strapotere della televisione, alla gente bastava dire «l'ho visto sulla Domenica del Corriere» ed era già sufficiente. Una certezza. Una garanzia. Una storia comune. Una storia a colori, posata sul divano di casa o sul comodino.
Franco Tettamanti
19 novembre 2007
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