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Vladimir Luxuria
MIRETTI PRENDE LA MIRA:
BUM! BUM! SULL’ACQUA CHETA FEDERICA SCIARELLI
LA BIONDINA DALLA FACCIA-D’ANGELO CHE HA FATTO PERDERE LA TESTA A TUTTI
COME MAI IL CORRIERE DI MIELI RIGETTA LO SCOOP SU SCIARELLI-PM? AH,
SAPERLO…
1 – COME MAI MIELI RIGETTA LO SCOOP
SU SCIARELLI-PM? AH, SAPERLO…
Lo scoop Sciarelli-Woodcock ha un retroscena curioso. Ieri
pomeriggio il direttore di “Chi”, Alfonsino Signorini, ha contattato
un vice direttore del Corriere della Sera proponendo l’esclusiva per le
immagini della “strana coppia”. Fantastico!, è stata la risposta.
Passano un paio di ore e il vice di Mieli chiama Signorini: Mi
dispiace, ma questa anticipazione in esclusiva non si può fare… E qui
scoppia il vespaio delle chiacchiere: come mai Mieli rigetta uno
scoop sulla Sciarelli? Ah, saperlo…
(La ''strana coppia'' Sciarelli-Woodcock sul
settimanale 'Chi')
2 - IL PM E IL TEOREMA DELLA BIONDINA Stefania Miretti per “La Stampa”
Ci sono notizie non buone per tutte le signore (e i signori: chi glielo
dice, adesso, ad Aldo Busi?) che avevano seguito la telenovela
Vallettopoli 1 e 2 non tanto perché interessate/i alle avventure di Lele
Mora, quanto perché seriamente incapricciate/i del suo protagonista, il
giudice anglo-napoletano Henry JohnWoodcock, il biondo
fustigatore d’ogni italico malcostume, l’ultimo maschio tutto senso
del dovere-Harley Davidson-romanticismo, l’uomo che ci faceva sospirare
quando domandava ad Aida Yespica «quindi lei... diciamo... ci andava a
letto ma non era innamorata?», il magistrato i cui verbali
d’interrogatorio ci hanno turbate ben più della visione di film come «La
mia Africa»...
Ecco, ora è ufficiale, papale-papale sulla copertina di «Chi»: l’uomo
che ha affascinato l’Italia non sarà mai nostro perché, come in ogni
telenovela che si rispetti, la biondina vince. FedericaSciarelli
ed Henry John, dunque. Fa male, ma dovevamo aspettarcelo. La
biondina cheta, la faccia-d’angelo che tutte abbiamo commesso la
leggerezza di sottovalutare fin dai banchi delle elementari, fiorisce
tardi e alla lunga sorpassa., si sa.
(La ''strana coppia'' Sciarelli-Woodcock sul
settimanale 'Chi')
E’ un teorema infallibile e facilmente dimostrabile: senza che ce ne
accorgessimo lei, la nostra ex compagna di scuola dal viso d’angelo, ci
ha sempre fregato i ragazzi più carini spezzando il nostro e il loro
cuore, è sempre stata la cocca dei professori, ha sempre avuto le
proposte di lavoro più interessanti, ha sempre sposato, in prime e magari
seconde e terze nozze, «er mejo fico der bigonzo».
All’università la biondina, simpatizzante di sinistra senza togliere
tempo allo studio, collezionava esami con lode. La si pensava destinata a
qualche professione di grande impegno e bassa visibilità, invece
l’abbiamo poi sempre ritrovata là dove meno ci aspettavamo di
ritrovarla: persino in televisione o sui banchi del governo (ma non è di
Giovanna Melandri che qui si scrive). Stessa faccia d’angelo, stesse
camicette castigate ma a ben vedere sexy, stessi capelli un po’ così,
perché la biondina ha sempre avuto cose più serie da fare che pensare a
cambiare parrucchiere.
Dunque FedericaSciarelli divenne quirinalista di TeleKabul
e fu fatta Cavaliere della Repubblica dall’allora presidente Cossiga
quando ancora sembrava una bambina (tutte le altre lì a rosicare). Poi fu
costretta a querelare il giornalista Antonello Piroso che incautamente
inserì il suo nome in una lista di favorite dal Presidente (veramente usò
il termine «amante», fu condannato e dovette sganciare 80 milioni di
vecchie lire).
(La ''strana coppia'' Sciarelli-Woodcock sul
settimanale 'Chi')
E noi, solidali, tutte a pensare: «La Sciarelli nel ruolo di
femme-fatale? Ma dài, figurati!». Si dovette poi scoprire, masticando
amaro, che non solo l’ex presidente, ma pure parecchi amici
giustizialisti e garantisti, i colleghi, i mariti e qualche direttore di
testata avevano letteralmente perso la testa per la biondina coi capelli
un po’ così, nel frattempo passata, bagnando il naso a legioni di
colleghe più avvenenti, più estroverse, più assertive, a condurre un
programma tutto suo in prima serata.
E’ stato lì, a «Chi l’ha visto?», che il teorema della biondina
s’è dimostrato: coi capelli finalmente stirati e qualche ciocca che
scivola a incorniciare il viso d’angelo, con abiti neri a tubino, fili
di perle e sandali con tacco abbastanza alto, l’acqua cheta sfodera
grinta e s’addentra senza timore tra le storie più truci, non si limita
a rintracciare vecchietti con deficit di memoria ma affronta i casi più
caldi, violenti, insoluti o morbosi d’Italia, stana il figlio segreto di
Moana Pozzi, indaga sulla banda della Magliana, riapre il caso Ghira,
scrive un libro crudissimo e ricco di dettagli sul massacro del Circeo e
alla fine dice una cosa da biondina: «Ho indagato il male, ma non voglio
che mio figlio legga ciò che ho scritto».
(La ''strana coppia'' Sciarelli-Woodcock sul
settimanale 'Chi')
Non c’era gara, avremmo dovuto saperlo: come in ogni telenovela che si
rispetti, nel finale c’è lei in maglietta rosa, che corre felice nel
parco accanto all’eroe in calzoncini azzurri. Chapeau.
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