La
protesta dei vigili del fuoco,in mutande davanti alla Regione
Corteo contro la mancanza di personale e di fondi. Davanti al
Pirellone alcuni pompieri si calano i pantaloni e mostrano il sedere
Le immagini Piano antismog, la Regione contro il governo di G.
Santucci
Sgt.
Pepper's, 40 anni di un'icona Il 1° giugno del '67 esce
l'album più famoso dei Beatles: grafica, canzoni e colori segnano una
svolta e riassumono un'epoca L'anno della «summer of love» Chi c'è
in copertina Roma, un giorno di celebrazioni
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Alitalia
amministrative Cornutoni 2007 Banca Intesa
candidati Michela Brambilla CdL
Strafiga centrodestra
preti pedofili centrosinistra
cinema compagnie aeree comune Coppa America Ds elettori gay Luna Rossa Milano Pd Romano Prodi Russia Unione
Dimissioni amministrative Visco 2007 Ladri
centrosinistra Governo cinema Taxi comune Coppa America Ds elettori famiglia
Sciopero gay Luna Rossa Pd
Merda Romano Prodi
Spopola in Rete il blues dei
precari
«Tu vali 1000 euro, mi disBiagi
per te»
La canzone fotografa i
problemi di un’intera generazione. La canta Max
Cosmico, un trentenne di Rimini
Il blues dei precari
«C'ho una laurea e un nba, ma solo un cheeseburger posso
offrire alla mia lei» canta Max Cosmico, il primo
bluesman della «generazione 1000 euro». Per anni si è
definito «l’ennesima vittima del precariato e dello
sfruttamento prodotto dalla legge Biagi». Poi ha «alzato
la testa» e dal suo
sito ha iniziato a cantare le frustrazioni dei
trentenni come lui, generazione esclusa dalla stanza dei
bottoni. «Mi sento un po' sfruttato, il mio progetto
qual'è?» chiede con la chitarra in mano al suo
interlocutore immaginario che gli risponde per le rime: «Tu
vali 1000 euro, mi disBiagi per te».
Così canta Max, al secolo Massimiliano Colosimo, 33 anni,
in tasca una laurea in Economia (voto:110), oggi
consulente di marketing pentito. Dopo anni di studi e
sacrifici, il confronto con il mondo del lavoro è stato
infatti impietoso: «Mai mi sarei immaginato di ritrovarmi
a svolgere mansioni in linea con la mia preparazione ma
con uno stipendio di mille (dico 1000) euro al mese. E con
un contratto «Co.Co.Pro.» rinnovato, tale e quale, di
anno in anno, senza altre prospettive».
Così
a un certo punto ha deciso di consolarsi tornando alla sua
passione di gioventù: la musica: «Ho incanalato
l’insoddisfazione lavorativa in qualcosa di positivo -
racconta Max -. E' stata paradossalmente l’incentivo ad
affrancarmi da questo sistema che mi ha fatto
disinnamorare di questo modo di intendere il lavoro.
Piuttosto che essere sfruttato per 1000 euro al mese e
senza certezze sul futuro, preferisco inseguire i miei
sogni artistici, trasformando questi nel “mio
lavoro"». Così Max ha ripreso in mano la chitarra,
e si è messo per la prima volta a scrivere canzoni.
Canzoni che parlano di sfruttamento, di ingiustizie, di
frustrazioni, ma anche di spirito di riscossa. «Del resto
è lo stesso spirito che animava i primi bluesman»
commenta.
Max
le canta a tutti, senza mandarle a dire. A chi si
approfitta degli escamotage che la legge 30 consente,
chiede: «Ma il mio contributo Inps, lo sai quant’è?»
e ai «pavidi coetanei», che non hanno il coraggio di
alzare la testa, dice a chiare lettere: «Ti svendi per
1000 euro». La sua canzone spopola su Internet: su www.generazione1000euro.com
è già diventata il manifesto di una generazione.
Grazie a Youtube il video del suo singolo, autoprodotto,
è stato già visto da centinaia di persone. E l'mp3, con
il tam tam dei navigatori, sta diventando già un
tormentone: oltre 4 mila gli streaming su MySpace. Dal web
alla radio: il suo «1000 euro blues» è stato trasmesso
prima da alcune emittenti locali e, negli ultimi mesi,
anche dal Trio Medusa su Radio Deejay.
L'esercito di giovani che non può portare a cena fuori la
ragazza, non riesce a fare un mutuo per comprare casa, né
a mettere in cantiere figli, tifa compatta per lui e dice
con il mouse: suonala ancora, Max.
Niccolò Fantini
01 giugno 2007
Visco rimette la delega sulla GdF
D'Arrigo nuovo comandante Finanza
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