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Indice Midi e Testi Canzoni Napoletane

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SERENATA 'E PULICENELLA |
Cimarosa
'Ntreté'
'ntretélla mia,
sta venenno Pulicenella...
Pulicenella tujo!
Sciasciona...
Sciasciona mia, affácciate!
Nenné', gué gué, frabbotta,
ccá sta Pulicenella...
te caccia la lenguella
e dice: "Fatte ccá!..."
E ched è, nun mme sente?!
Nenné', cu 'sta vucchella,
cu st'uocchie, cu sti vruoccole,
lu core, comm'a spruoccolo,
mme staje a straziá!
E nun s'affaccia ancora!
Nenné'...'ntreté'...'ntretélla...
cara...caré'...carella!
'Ntreté', rusecarella....
nun farme cchiù pená!
E che ll'aggio fatto 'e male?!
Essa è sempe 'o core mio...
Gioja de st'arma mia, jésce ccá fora
ca mámmeta nun c'è...jésce a malora!!
'Ntreté'!
'Ntretélla mia!
Carugnona!
Carugnona! Carugnona!...
Jammoncenne...
e Ghiammoncenne!
Il sondaggio
I vescovi in campo, sì dal 54%
Dico: maggiornaza contraria.
Il nodo sono i diritti ai gay. Ma scende la popolarità
delle gerachie ecclesiastiche
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ROMA —Family Day, il giorno dopo. Con
il Polo all'attacco: tutti i leader del centrodestra
chiedono al governo di fare marcia indietro sui Dico,
ormai «affossati» dalla manifestazione di piazza San
Giovanni. Di fronte all'offensiva del Polo, l'Unione tenta
di mediare ma si presenta divisa: Fassino difende la
legge, i prodiani parlano di «strumentalizzazione» del
Family Day, Mastella minaccia guai se non saranno accolte
le richieste delle famiglie. Dal Brasile, dove ha concluso
il suo viaggio, il Papa ha sottolineato che fare politica
«non è competenza della Chiesa», che intende rispettare
«una sana laicità» e riconosce «la pluralità delle
posizioni politiche». Marxismo e capitalismo, ha detto il
Pontefice, hanno fallito.
Il Family Day ha ottenuto un'ampia
partecipazione popolare. E vede l'approvazione della
maggioranza relativa della popolazione. Con, però, una
quasi altrettanto ampia quota di contrari. D'altra parte,
l'intera vicenda che lo ha originato ha coinvolto
fortemente (si dichiara interessato oltre il 90% degli
italiani) ma anche diviso il Paese. Ad esempio, riguardo
ai Dico, i contrari (47%) sono poco più dei favorevoli
(45%). La contrapposizione non dipende solo
dall'orientamento politico, che vede comunque la
maggioranza (non la totalità) del centrosinistra
favorevole e l'opposto nel centrodestra: nel giudizio
convergono sentimenti differenti in relazione alle diverse
situazioni che la legge intende regolare. Più di tre
italiani su quattro sono infatti favorevoli a riconoscere
alle coppie conviventi non sposate almeno qualche diritto
degli sposati. Ma, al tempo stesso, la maggioranza si
oppone a concedere le stesse prerogative alle coppie gay.
Insomma, ciò che motiva l'ostilità verso i Dico è
soprattutto la questione degli omosessuali. Che evoca
credenze, timori, pregiudizi antichi e assai radicati.
Anche le opinioni sull'intervento diretto della Chiesa
evidenziano due ampi segmenti contrapposti, con una
prevalenza (54%) di giudizi favorevoli.
Non sorprende, dunque, che la maggioranza
relativa (47%) dei cittadini ritenga «opportuno»
l'avere promosso il Family Day. Con un'ovvia accentuazione
tra i cattolici praticanti (58%) ed una ancora maggiore
tra gli elettori del centrodestra (64%). Ma l'opinione è
condivisa anche da quote importanti di laici (26%) e di
elettori del centrosinistra (32%). Al tempo stesso,
esprime un giudizio sfavorevole all'iniziativa del family
day una parte rilevante (40%) della popolazione, con
segmenti consistenti di cattolici praticanti (29%) e di
votanti per il centrodestra (30%). Insomma, la questione
continua a spezzare il Paese, come accadde a suo tempo per
il divorzio e per l'aborto. Oggi come allora, tuttavia,
sembrerebbe gradatamente accrescersi — pur rimanendo,
come si è detto, una minoranza consistente — la
numerosità di chi giudica criticamente l'azione della
Chiesa. Negli ultimi 20 mesi, i favorevoli all'intervento
più o meno diretto delle autorità ecclesiastiche sulle
scelte legislative dello Stato si sono contratti del 5%.
Nello stesso periodo, si è erosa la fiducia espressa nei
confronti della Chiesa. E' un decremento relativo, dato
che essa continua a godere del consenso di due italiani su
tre. Ma, nella graduatoria del favore verso le
istituzioni, la Chiesa risulta oggi superata dalla
presidenza della Repubblica, che simboleggia per molti
l'essenza stessa dello Stato laico. Questo declino di
popolarità dipende certo dal processo di progressiva
secolarizzazione del Paese. Secondo alcuni osservatori,
però, esso potrebbe essere stato accentuato dal recente
clima di «scontro frontale», ritenuto poco consono e
scarsamente costruttivo per la soluzione di questioni cosi
articolate.
Renato Mannheimer
14 maggio 2007
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