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Indice Midi e Testi Canzoni Napoletane

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G. Russo - Genta
Voce ca tutt''e ssere te ne vaje
chiammanno 'e figlie 'e mamma 'a miez'â via...
Tu nun 'o ppuò capí che bene faje
si mme tiene nu poco cumpagnia...
Férmate pe' na vota sulamente
d''a voce 'e mamma famme ricurdá...
Tutt''e mmamme s''e cchiammano
'e figlie 'a sera;
sultanto 'a voce 'e mamma
io nun 'a sento...
E conto tutt''e llacreme chiagnute
'a quanno 'o bbene 'e mamma
aggio perduto...
St'uocchie mieje
stracque 'e chiagnere,
pe' 'mmiez'â via,
dint'a sti vvoce cercano
a mamma mia!
Mamma na vota sola mme chiammaje:
teneva 'a faccia d''a malincunia...
Po' n'angiulillo 'ncielo s''a purtaje...
e rimanette i' sulo 'mmiez'â via.
E quanno, 'a sera, chesti vvoce sento,
'nnanz'a chist'uocchie mieje veco a mammá...
Tutt''e mmamme s''e cchiammano,
'e figlie 'a sera;
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«La verità? È altrove»
«Non è questa la casa degli
orrori»
Scancarello e la moglie aprono
le porte della loro abitazione
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RIGNANO FLAMINIO(Roma) — Eccolo il
caminetto in cui venivano gettati i peluches che poi nel
fuoco si trasformavano in animaletti cornuti capaci di
tornare indietro e colpire il bimbo che ha descritto
questa paurosa scena alla psicologa ingaggiata dalla
Procura di Tivoli nell'affaire dei pedofili di Rignano
Flaminio.
Ora che è spento, in questo tinello
salotto dove troneggia uno scaffale a vetri per raccolte
di foto e grossi tomi (ci sono anche quelli di un'«Enciclopedia
della fanciulla»), il caminetto non sembra così
spaventoso. Nella casa a due livelli i caminetti sono tre,
uno per piano (compreso l'interrato), tutti simili.
L'avvocato Franco Coppi ci ha ironizzato sopra durante la
sua arringa davanti al collegio del Tribunale del Riesame.
Nessuno ha riso, in quel momento, ma ora Gianfranco
Scancarello e Patrizia Del Meglio, l'autore tv di «Buona
Domenica» e sua moglie la maestra, tornati liberi, un
sorriso su quei peluches cornuti se lo permettono.
Fuori, il paese fa lo struscio del sabato
pomeriggio. Al Bar dello Sport è giunta voce che
l'autore televisivo, quello di Costanzo e di «Buona
Domenica», è tornato. «Sono a casa, lui e sua moglie,
la maestra, Patrizia Del Meglio». Anastasio, il figlio di
Silvana Magalotti, l'altra maestra scarcerata, dall'alto
del bancone del bar annuncia: «Allora corro a
salutarli... ». Ma da dietro qualche finestra c'è invece
chi morde il freno e minaccia rappresaglie. Intanto alla
scuola hanno annunciato per venerdì prossimo un incontro
tra famiglie e corpo docente. E i carabinieri continuano
ad interrogare persone, dieci negli ultimi giorni: cercano
ora la cucina descritta da tanti bimbi e che non
corrisponde a nessuna di quelle degli arrestati.
«La nostra cucina? È di serie, non ha certo
quei colori indicati dai bimbi nelle consulenze della
psicologa — dice Patrizia Del Meglio —. Quando leggevo
in carcere l'ordinanza non sapevo che pesci prendere. Come
riconoscersi in quelle case e in quegli scenari?».
Casa Scancarello, una delle «case degli orrori» indicate
dagli inquirenti, è stata riaperta ieri pomeriggio dai
proprietari. Gli Scancarello sono arrivati a Rignano
Flaminio con due dei quattro figli, quelli di mezzo,
Francesca di 31 anni e Maurizio di 24. Ecco il salone con
le poltrone di vimini, la tv, la scala che troneggia e
porta al piano superiore, le ante con i libri, i quadri,
le foto dei figli da piccoli. Un interno borghese, che dà
su un terrazzo, affiancato dalla cucina, c'è anche un
ripostiglio dove è stata trovata la piscinetta di
plastica, quella per le orge con i bimbi.
«Ma ve la immaginate questa signora —
ha detto Coppi ai giudici, indicando la Del Meglio, una
donna corpulenta — nuda, in una piscinetta di plastica,
con tanti bimbi intorno?». Il ricordo fa ridere ora gli
Scancarello, soprattutto lei, la maestra con qualche chilo
di troppo. «Cos'è? Uno scherzo?», aveva sintetizzato il
difensore. «La piscinetta era stata riposta via tanto
tempo fa — spiega la donna —. Chi l'aveva usata più?
Quanto ai bimbi, qui, in questa casa, sono entrati solo i
compagni di classe di mia figlia Valeria, quella più
piccola che ora ha 11 anni... ».
«I bimbi delle denunce non li ho mai visti —
aggiunge la maestra —. Conosco solo due mamme, avevano i
figli più grandi a scuola con i miei... ». La cucina che
è diversa, le auto di colore differente, questi
caminetti, la piscinetta usata in passato: «Un incubo»,
dice Scancarello. Ma che dire a queste famiglie che
denunciano abusi sui loro piccoli? «Abbiamo un dovere di
solidarietà nei loro confronti — si sforza di dire lui
—. Però, se incontrassi questi genitori, direi loro di
andare a cercare la verità altrove. Questa non è la casa
degli orrori». Aggiunge la moglie: «Sono una mamma e
sono anche nonna. Alle mamme posso dire che ho sofferto
anch'io, per Valeria trascinata in questa storia. E che
sono estranea a questi fatti orribili».
I loro figli ascoltano in silenzio.
Ascoltano il padre che li ringrazia parlando di loro come
«rocce». Però la paura serpeggia. «Noi non ne abbiamo
per noi — confessano i genitori —. Però ora temiamo
per questi nostri figli. Cosa faremo? Ancora non lo
sappiamo».
Paolo Brogi
13 maggio 2007
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