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PRAVO DEPRAVATA A SEX-ANTANNI– “NON SONO IN MENOPAUSA - IL SESSO MI PIACE ANCORA. MA LO FACCIO SOLO CON I VENTENNI - DOPO UNA VITA PIENA, C'È ANCORA UN'ESTETICA CHE TI GUIDA NELL'AVERE SCOPATE REGOLARI (MI PIACCIONO PURE LE SCOPATE DI PASSAGGIO)…
Mentre ascoltiamo un paio di canzoni del suo nuovo disco, Patty Pravo si mette a ballare in salotto insieme a un pupazzo giallo con gambe e braccia arancioni, scarpe da ginnastica, alto trenta centimetri o giù di lì. Carino, chi è? «È Jean Paul. Jean Paul, saluta la giornalista». Lietissima «L'ho trovato in un cassonetto. Da allora, viaggia sempre con me. In business class, se devo dormire, faccio spostare i vicini di poltrona per far stendere anche lui».
Conversazione surreale. Nel corso della quale scoprirò, tra l'altro, che Jean Paul ha una fidanzata (Betty, una foca monaca), ma che dorme con Patty e che su ogni altra cosa predilige fare il bagno alle Maldive. Patty ha 59 anni e come tante donne che sono state molto belle e molto svitate, e perciò molto amate e di conseguenza deliziosamente capricciose, continua a comportarsi come se il tempo non fosse passato. Dalla sua ha che è ancora molto bella, molto bionda, molto tonica, con pochissime rughe. In questi giorni esce on line e in radio il suo primo singolo in arabo, anticipazione di "Spero che ti piaccia", album omaggio a Dalida, che uscirà l'ultimo venerdì di settembre. Nove canzoni, da "Bambino" a "Il venait d'avoir 18 ans", in arabo, francese, italiano e napoletano, scelte nel repertorio della chanteuse che nacque al Cairo e da Parigi conquistò il mondo. Patty e Dalida sono state amiche nello spazio che sta tra un suicidio tentato e uno riuscito, tra quel 1967 in cui Dalida cercò di uccidersi dopo aver trovato il suo compagno Luigi Tenco riverso in una stanza d'albergo a Sanremo, e quel 3 maggio del 1987 in cui la vita riuscì a togliersela davvero. Patty, che cosa ricorda di Dalida? «I pomeriggi di shopping ai quali mi costringeva a Parigi. Io li odiavo, lei li adorava». Tutto qui? «Dalida era nata con un difetto: si esprimeva solo sul palcoscenico. Il resto della sua vita era tragico. A 30 anni era angustiata al pensiero che le sarebbero invecchiate le ginocchia». Le ginocchia? «Dalida era una grande artista, una grande professionista. Ma se il tuo unico referente è il pubblico, quando torni a casa, trovi per forza il vuoto. Lei lavorava come una pazza. E aveva manager che non le consentivano di fermarsi. Una volta mi disse: "Sono 15 anni che non ho un giorno per me"».
Lei, invece, non sembra il tipo da aver mai pensato al suicidio. «Io da bambina pensavo che sarei morta o prestissimo o a 90 anni, molto sana e molto vecchia. Mi immaginavo, capelli bianchi ritti in testa, orecchini gialli a palla, di rafia, mentre facevo molto casino. Quando sei vecchia e sana, hai la libertà di fare quello che vuoi». Di fare che cosa, esattamente? «Nel momento in cui sentirò che la mia energia sta finendo, vorrei ritirarmi in un posto tranquillo». Nel deserto del Sinai che ha attraversato tre volte da sola? «In un posto qualunque, magari al mare». «Portami al mare fammi sognare», come in sua canzone? «Quella che dice: portami al mare, fammi sognare. E dimmi che non vuoi morire». Lei quest'estate registrerà un disco di inediti che uscirà a Natale, a ottobre lancerà un Dvd-raccolta dei suoi look e del suo repertorio dal '66 a oggi, a novembre partirà per un tour europeo con date fino al 2008, compresa una tappa all'Olympia di Parigi. Non fa troppe cose per avere quasi sessant'anni? «Io ho una forza che i ragazzi di venti li ammazzo». E spesso ha avuto fidanzati giovani. È mai stata con un settantenne o un sessantenne? «Il più vecchio aveva trent'anni. È giusto che tutte le persone, a qualunque età, si divertano e facciano sesso, ma dopo una vita piena come la mia, c'è ancora un'estetica che ti guida nell'avere scopate regolari».
Che cos'ha contro i coetanei? «Non voglio vedere la pelle che casca. Forse perché da bambina trovavo inconcepibile che i miei genitori potessero fare sesso». E perché lei la pelle che casca non ce l'ha? «Io studio danza tutti i giorni da quando avevo quattro anni. Faccio la spaccata meglio della mia stessa maestra. Agli uomini sbaglio sempre a dare l'età, se ne hanno 50, mi sembrano di 75, non riesco a dare loro del tu». Sta ancora con il venticinquenne col quale si era fidanzata cinque anni fa? «Siamo stati insieme due anni e mezzo, ora siamo amici». E perché è finita? «Perché l'ho lasciato». C'è qualcun altro? «Non saprei dove metterlo. Gli uomini, quando li hai in casa, cominciano a spostarti i cd, diventano noiosi. Io sono sempre stata con artisti e quindi ci ho convissuto 24 ore su 24. Ma c'è un tempo per tutto e anche un tempo per se stessi». Lei è ancora capace di innamorarsi? «Certo. Questo non significa che non mi piacciano pure le scopate di passaggio».
E com'è il sesso a sessant'anni? «Come era a trenta». La maggior parte delle donne, dopo la menopausa, ci mette una pietra sopra. «Ma io non ho vissuto da frustrata. Ho sempre avuto affetti e compagni, sono in forma, mamma mi manda i bikini e sono sempre troppo minuti, le dico: "Copriamo". E lei: "Non importa, avrai tempo per coprire". E poi io non sono in menopausa». Sta scherzando? A 59 anni? «Mia madre ci è andata a 65. Io prendo ancora la pillola, la prendo da quando avevo 14 anni. L'altro giorno, il medico mi ha detto che può causare macchie alla pelle. Gli ho risposto: "E ora me lo dice?"». Converrà che il suo è un caso raro? «La mia età biologica è di 35 anni. Faccio un check up completo all'anno, vado regolarmente da ginecologo, endocrinologo e medico delle ossa e mi mandano sempre via a calci perché sto benissimo. È genetico: mamma a 80 anni guida la moto 750, ha solo tre rughe più di me, è più muscolosa di me. Poi, noi donne venete siamo forti. La mia generazione, almeno: oggi i giovani sono pappamolli, sconquassati da genitori fuori di testa, che non hanno insegnato la fatica, la disciplina». Lei perché non ha avuto figli? «Perché ci ho pensato prima: i bambini non vanno rovinati. Lei conosce figli d'artisti?».
Perché, come sono i figli d'artista? «Sono degli infelici che non hanno un'identità e mai l'avranno. Io ho deciso che non avrei avuto figli a 16 anni e mezzo, col mio primo marito Gordon Faggetter. Eravamo in tour a Tokyo, gli dissi: "Il bambino lo mettiamo sulla predella della batteria, così tu suoni e lo culli". Poi pensai: "Ma sono fuori di testa?"». E non se n'è mai pentita? «Io sono cresciuta con le tate, ma avevo una nonna presente: è diverso che vivere nei camerini e sugli aerei, con l'aria condizionata perenne». Lei ha avuto cinque mariti. L'ultimo nell'82. Sono 25 anni che non si risposa. «Per fortuna non ho trovato nessuno che avesse questa strana idea. Comunque, da Paul Martinez ho divorziato solo nel 2001, ero sposata in America, pagavo due volte le tasse, non mi sembrava che fosse un atto d'amore». Ed è vero, come lasciava intendere in un'intervista, che fa ancora sesso con i suoi ex mariti? «Ma che dice? Avrò detto che siamo una famiglia allargata, non che ogni volta che li vedo apro le gambe». E i dieci anni di castità erano veri? «Verissimi, magari non saranno stati proprio dieci. Ero in giro per deserti: mica potevo farmi i beduini». E a che cosa era dovuta la castità? «Era un momento della vita. Mentalmente il sesso non c'era e basta». A ottobre uscirà per Mondadori la sua autobiografia scritta con Massimo Cotto. Guardandosi indietro, qual è il filo conduttore della sua vita? «Lo shock di rivedermi l'ho già vissuto nel 1993, quando passai un anno a riguardare le mie apparizioni per il video "Minaccia bionda". Di ogni immagine risentivo gli umori, gli odori. Mi venne un rifiuto totale e me ne andai nove mesi nel deserto coi Tuareg».
E il filo conduttore dell'autobiografia? «Rimane nella mia natura. Sono una che si sveglia e sta bene, che ride tutti i giorni. Poi ho mantenuto il perfezionismo e la disciplina imparate a danza e al conservatorio. Naturalmente, c'è la libertà: sono sempre stata incomprabile, non ho mai fatto nulla che mi facesse perdere la stima in me stessa. Infine, l'amore di giustizia». In che senso, "amore di giustizia"? «Non sopporto i soprusi. Una volta ho sollevato di peso un camionista». Lei, così minuta? «Mi è venuta una forza inspiegabile. Aveva rotto le palle alla mia segretaria e aveva dato dello sporco negro al mio autista di colore. L'ho tirato su per il collo, ha chiesto scusa». Si fa ancora le canne? «Certo. La sera per conciliare il sonno». Non prende nient'altro? «Nient'altro». Sa che nell'immaginario collettivo lei è un'icona droga, rock'n roll e tendenze lesbo? «Lo so, ma le donne non mi sono mai piaciute».
Negli anni Settanta si diceva che lei stesse con Linda Wolf, astrologa di origini mitteleuropee. «Mi fecero male le copertine su noi due. Non per la storia del lesbo: Linda era molto più grande di me e le ho già spiegato come la penso sull'estetica. Mi dispiaceva, invece, che scrivessero che era la mia maga». E invece che cos'era? «L'unica persona che ha capito che a volte avevo bisogno di fermarmi, di avere un giorno per me». Era quella persona che era mancata a Dalida. «Quella». Dagospia 26 Giugno 2007
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